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Un
intervento pacato, obiettivo, per certi versi controcorrente. Alessandro
Pegoraro, Direttore Generale di Yahoo! Italia, ci tiene a collocare
il business pubblicitario dell'on line al posto giusto, senza mai sconfinare
nei facili trionfalismi. Insomma, che Internet sia una gallina dalle uova
d'oro è ancora tutto da dimostrare. "Secondo alcune previsioni, direi
anche molto realistiche, alla fine del Duemila le aziende avranno complessivamente
investito nella pubblicità su Internet circa 150 miliardi. Lo sapete che
cosa rappresenta questo dato? Poco più di una speranza. Pensate che l'ultimo
dei settori comunicativi, quello delle affissioni, ne muoverà non meno di
mille. Significa che muoverà un mercato pubblicitario almeno cinque volte
più grande. La verità è che il mercato non è ancora maturo perché la gente
non è pronta a cogliere le opportunità: le scelte rimangono legate alla
fiducia e francamente in Internet ancora non se ne ha molta".
Pegoraro è convinto che anche se i movimenti commerciali della Rete telematica
fanno registrare ormai da qualche tempo una crescita esponenziale, non è
poi così scontato parlare di boom dietro l'angolo.
"Parlare di evoluzione di Internet è come contare gli anni dei cani:
ognuno ne vale sette... Ma prima di parlare di business on line sarei molto
cauto: lo ripeto, è decisamente ottimistico fare certi discorsi quando i
conti della pubblicità non arrivano nemmeno alle caviglie di quelli espressi
dalle affissioni, ovvero un settore importante ma che rimane sempre sensibilmente
dietro i ritorni pubblicitari espressi da tv e radio. La verità è che non
bisogna mai abbassare la guardia. Internet ha il pregio di contestualizzare
il messaggio pubblicitario, però oggi molti investitori non l'hanno ancora
capito e spesso decidono di promuovere i loro prodotti con poca cura. Ma
presto qualcosa cambierà, come è cambiata a suo tempo per la radio quando
venne introdotto il sistema di rilevazione degli ascolti: con Audiradio
ci si è resi conto che il medium 'tirava' ed allora si è superato il momento
di diffidenza. La speranza è che un sistema analogo venga presto applicato
su Internet".
L'economia tradizionale evidentemente è quella che offre ancora più garanzie,
il Web invece non garantisce gli stessi introiti. "Però in compenso
- spiega Pegoraro, con l'aria di chi finalmente scopre anche l'altro lato
della medaglia - dà la possibilità di entrare negli occhi del singolo
utente come nessun altro mezzo: cliccando su un logo o su una scritta si
può entrare in contatto col prodotto in tantissimi modi e se si è interessati
oggi ai sistemi di vendita on line si può acquistarlo direttamente da casa.
Per il momento la gente spende poco è vero, ma è comprensibile".
Il professor Bagnara, docente di interazione uomo-macchina all'Università
di Siena, fa notare che forse la diffidenza del pubblico può derivare dalla
"bruttezza" dei siti. Pegoraro, naturalmente, non è d'accordo:
"I portali non sono brutti, ma semplicemente funzionali. Un telefono
è forse bello? Il problema è invece un altro: la bassa capacità di banda
ci costringe a fare dei salti mortali per non appesantire la ricezione.
La gente si romperebbe le scatole ad aspettare l'apertura di una pagina
più di qualche secondo. Per questo non possiamo ancora permetterci di creare
un bunner al di sopra dei quattro megabyte".
E' allora giunto il momento di guardare le cose da un'altra ottica. Al Direttore
Generale di "Yahoo!" Italia non piace affatto l'atteggiamento pigro dei
pubblicitari nei confronti della Rete: "L'incertezza dell'utenza è giustificata,
ma esistono dei risvolti positivi che finora pochi investitori hanno ancora
del tutto messo a fuoco. Ad esempio un proprietario di un sito potrebbe
proporre semplici contratti di pubblicità, intesa nel senso più classico,
cioè di esclusiva visibilità. Ma anche contratti legati al numero di prodotti
che poi verranno effettivamente venduti tramite l'accesso al sito. Ora,
sapete qual è stato l'unico settore trainante capace di realizzare un business
attorno ad Internet? Quello della borsa on line, che in pochissimo tempo
ha provocato un'ondata d'interesse talmente alta da ripulire il Web da stupidi
luoghi comuni, come quello di associare Internet alla pedofilia. E meno
male che questa etichetta è stata cancellata in fretta... Ce ne sono però
ancora altre da sfatare, ad iniziare dalla favola che investire su Internet
fa fare molti soldi ed in fretta: è uno degli aspetti più brutti del mondo
digitale che fortunatamente rimane sempre e comunque affascinante".
Pegoraro, che gestisce da alcuni anni una delle guide Internet più cliccate
in Italia, sa bene che per rimanere in alto nelle preferenze del pubblico
deve proporre un sito sempre arricchito di nuovi contenuti e di interazioni
particolari. "Le funzioni d'utilizzo principali per cui un utente si
connette ad Internet sono principalmente due: da una parte c'è il bisogno
di ricerca di documenti, informazioni e quant'altro può contenere un'edicola
on line, mentre dall'altra c'è l'esigenza di comunicare attraverso la posta
elettronica. Si tratta di funzioni centrali le cui gestioni a lungo andare
modificheranno la stessa evoluzione di Internet". Ma la madre di tutte
le reti ha anche un altro grande pregio che nessun altro medium può proporre
a livelli così alti: la personalizzazione dei contenuti. "E' uno degli
elementi più importanti: l'utilizzo di percorsi e programmi personalizzati
ha fatto indubbiamente aumentare l'e-commerce. A questi aspetti aggiungerei
anche la possibilità di formare delle comunità virtuali, ovvero far diventare
un sito una sorta di osservatorio permanente per alcuni determinati utenti
interessati, senza perdere di vista l'evolversi dell'audio-video: purtroppo
questa grossa chance tecnologica in Italia è ancora condizionata dalla scarsa
disponibilità di banda".
Pegoraro per un attimo guarda allora in casa propria: "Yahoo-radio, ad
esempio, offre un servizio aggiunto importante dando la possibilità di conoscere
a fondo l'autore di una canzone o informazioni multimediali sull'artista.
Oppure con Yahoo-shopping è possibile comprare radio o sviluppare attività
di business dei portali. Ma questi sono in fondo solo alcuni esempi, i primi
vagiti, di come possano essere diversi e più esaurienti i sistemi comunicativi
on line".
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INTERVENTI
Giovanni Giovannini
Vittorio Zambardino
Stefano Cellini
Andrea Piersanti
Massimo Fontana
Alessandro Pegoraro
Michele Lella
Alessandro Araimo
Luigi Rocchi
Girolamo Dixit Domino
Luigi Vianello
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