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Avere
per essere. La sindrome del secolo passato, secondo Andrea Piersanti,
presidente dell'Ente Spettacolo, è la stessa che sembra aver colpito i gestori
dei siti Internet. Avere (database, informazioni, contenuti) per essere
e vivere in rete.
"Ma il nuovo millennio - afferma Piersanti - si è aperto con una
malattia diversa: fatturare per essere. Il problema, per sopravvivere su
Internet, infatti, non è più cosa si ha, ma come si fattura".
È qui la chiave di volta della nuova rete, con i suoi siti e portali. E
Piersanti, contravvenendo all'abitudine diffusa fra chi fa business on-line,
di non parlare pubblicamente delle proprie strategie, spiega il piano di
sviluppo del portale di cui è responsabile, www.cinematografo.it,
il primo Internet movie database al mondo, nato nell'ormai lontano 1994,
quando ancora di rete si sapeva poco o niente.
"Il Pc però oggi è diventato purtroppo un collo di bottiglia che riduce
le potenzialità di chi opera nella rete. La fantasia editoriale (e di business)
messa in campo dai diversi responsabili dei portali sembra essere frenata
(più che aiutata) dall'attuale tecnologia. L'informatica ha fatto moltissime
promesse, ma ne ha mantenute solo una parte. Stiamo vivendo una fase di
trapasso e tutti aspettiamo ancora di poter applicare le tante soluzioni
multimediali nello sfruttamento delle immagini che abbiamo immaginato. Ma,
d'altro canto, abbiamo anche una certezza: la strada imboccata non può essere
cambiata e presto, con la banda larga e con le altre tecnologie di compressione
dei dati, sarà possibile realizzare una vera televisione digitale, interattiva
e domestica".
C'è però un problema culturale. "Oltre a quella tecnica, infatti, c'è
una strozzatura quasi psicologica per chi fa business on-line - spiega
Piersanti - parliamo di 'new economy' ma in realtà raramente riusciamo
ad immaginare qualcosa di realmente 'nuovo' rispetto alla 'old economy'.
Si organizzano i portali come venti anni fa si organizzavano le prime televisioni
commerciali. Non si riesce a capire che sul web il rapporto fra editore
e settore della vita sociale di cui si parla (moda, cinema, musica, turismo,
ecc.) è molto più stretto che nel passato".
"Dobbiamo stare attenti ad evitare il rischio di 'cannibalizzare' il nostro
stesso ambiente. Il mio sito di cinema, per esempio, riuscirà a crescere
solo se crescerà anche il cinema, con la sua industria e i suoi autori.
Se la mia unica preoccupazione sarà invece quella di pagare il meno possibile
i contenuti che mi interessano, alla lunga potrei pagare caramente l'errore
strategico". Piersanti anticipa così il suo piano di business che prevede
la trasformazione di cinematografo.it in un ambiente "che sia il Blockbuster
della rete. Se il filmato ha successo, l'autore guadagna insieme con gli
editori, potendo contare su una percentuale dei ricavi pubblicitari. Un'idea
che potrebbe essere seguita da altri siti.
"Con il format 'Cinewebclub', stiamo costruendo una vera e propria 'Business
Class' del cinema, sia per il business to business sia per il business to
consumer, con il progetto di dare agli utenti registrati una serie di servizi
(come gadget, anteprime, riduzioni sui biglietti, informazioni dedicate,
magari in push, e così via), ma che sia anche in grado di restituire in
tempo reale alle aziende investitrici informazioni vitali sui gusti e sulle
tendenze del pubblico".
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INTERVENTI
Giovanni Giovannini
Vittorio Zambardino
Stefano Cellini
Andrea Piersanti
Massimo Fontana
Alessandro Pegoraro
Michele Lella
Alessandro Araimo
Luigi Rocchi
Girolamo Dixit Domino
Luigi Vianello
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