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"Lorem
ipsum". Parole che non significano nulla e che vengono utilizzate dai grafici
per riempire provvisoriamente le cornici di testo. E, provoca Vittorio Zambardino,
direttore strategie Kataweb, "lorem ipsum" è il tono di gran parte dei discorsi
della gente su Internet: chiacchiere senza un fondamento di conoscenze a
sostenerle. Di più. Se il 60 per cento dei giovani non sa cosa sia un portale,
il grado di informazione degli italiani su Internet è praticamente uguale
a zero.
È innegabile che oggi la tecnologia telematica abbia seri problemi di penetrazione
"non solo in Europa, ma anche negli Usa, dove l'alfabetizzazione è più alta
che da noi, ma non così tanto: nel Bronx la gente non naviga certo in rete
e non fa e-shopping". In tutto il mondo, il mercato è soprattutto nella
fascia alta della popolazione, come dimostra un sondaggio per cui l'89 per
cento degli utenti Kataweb ha almeno la licenza superiore, mentre la parte
bassa della piramide è sostanzialmente vuota.
Per questo, l'esito dell'assestamento tecnologico sarà un "trabocco" della
rete su altri apparecchi che non sono il pc, come i cellulari o i televisori
("anche se è necessario un miglioramento tecnologico: oggi quegli accrocchi
da mettere sulla tv non li consiglierei ai miei peggiori nemici..."). Ma
i problemi più seri, sono dal lato dell'offerta di contenuti, con il pericolo
dell'affermarsi di posizioni dominanti.
"Ormai in Internet - spiega - è finita la fase del pionierismo
per cui chiunque avesse una buona idea poteva sperare di sfondare. Oggi
Internet è un business serio e come tale va affrontato. Ma non basta. La
sensazione è che già oggi la sfida sia alla portata solo dei Mike Tyson
della rete e che per tutti gli altri la partita sia persa in partenza".
In Europa, in particolare, i grandi fornitori di accesso, quelli nati e
cresciuti nella old economy, spesso aziende telefoniche monopolistiche o
ex-monopolistiche, si stanno trasformando in aggregatori o fornitori di
contenuti e stanno conquistando pericolose posizioni dominanti. Per questo,
spiega Zambardino, il quadro non è incoraggiante, ma allo stesso tempo è
molto semplificato, con i grandi che tendono a schiacciare i piccoli, e
ancor più tenderà a semplificarsi, con una probabile "subcompetizione" fra
i produttori di contenuti.
L'allarme è accorato. "Ciò che fa sviluppo in un Paese non è certo il
monopolio, e in questo senso va la battaglia anti-trust che si sta combattendo
in America contro la Microsoft". Tanto più che chi ha o sta conquistando
posizioni dominanti è in grado di spendere in pubblicità e operazioni promozionali
di ogni tipo, con il risultato che ha la strada in discesa per diventare
sempre più forte. "Ho paura - commenta Zambardino - che dalla
fase pionieristica si sia passati direttamente a una situazione in cui i
giochi sono ormai fatti. L'impegno di tutti, o almeno di tutti coloro che
credono nel mercato, deve essere quello di mantenere invece la partita aperta
per chiunque voglia giocarla, anche per chi oggi ancora non c'è, ma magari
sarà pronto per tentare la sua strada domani senza grandi risorse ma con
qualche idea in testa".
E il rischio è ancora più forte per il settore del web su telefonino, con
i fornitori di accesso enormemente avvantaggiati rispetto a chiunque altro,
potendo offrire tariffe di connessione basse. A questo punto non resta che
guardare un po' più in là, a cosa accadrà fra dodici mesi. Zambardino fa
un elenco di possibili avvenimenti. Probabilmente ci saranno nuovi soggetti
stranieri in Italia (tipo AOL o Deutsche Telekom) che potrebbero rappresentare
"la cura omeopatica" al rischio delle posizioni dominanti. Ancora, ci sarà
una migrazione di trasmissioni con protocollo Internet verso cellulari e
agende elettroniche.
Probabilmente, il commercio elettronico ancora non avrà sfondato. Potrebbe
poi entrare a regime un sistema certo di audiweb, cosa auspicabile da tutti
per "avere delle certezze" anche in termini di Internet marketing. Infine,
potremmo capire meglio in che termini arriveremo, con la larga banda, all'entertainment
via Internet. "Una cosa, comunque, è certa: siamo nel mezzo della transizione".
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INTERVENTI
Giovanni Giovannini
Vittorio Zambardino
Stefano Cellini
Andrea Piersanti
Massimo Fontana
Alessandro Pegoraro
Michele Lella
Alessandro Araimo
Luigi Rocchi
Girolamo Dixit Domino
Luigi Vianello
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