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Per
Giulio Malgara, presidente dell'Upa il rapporto fra la sua
associazione e gli editori, è stato un rapporto di odio e amore, durato
per anni, ma alla fine si è trasformato in una grande stima reciproca perché
entrambi perseguiamo un unico obiettivo: quello di far crescere in maniera
equilibrata il sistema mediale italiano.
La televisione può aver superato oggi i giornali in termini di bacino di
utenza. Certo è oggi si leggono le stesse copie di quotidiani che
si leggevano nel 1938: dunque si legge meno, perché nel '38 eravamo 40 milioni
di abitanti e adesso siamo 58 milioni.
Allora non c'erano le prospettive odierne e il mondo non era in procinto
di globalizzarsi e non doveva misurarsi con questo nuovo mezzo di comunicazione:
Internet.
Sappiamo gestire la televisione, sappiamo gestire la stampa (parlo da presidente
degli investitori), dove invece si vede ancora molta nebbia è su Internet,
perché Internet è cosa nuova. Per fare un esempio, se L'Internet fosse rappresentato
da uno di voi in sala - sarebbe seduto nell'ultima fila. In prima fila c'è
la televisione, in seconda c'è la stampa, in terza c'è la radio. I mezzi
di comunicazione tradizionali hanno ancora una sorta di supremazia e non
saprei dire quanto durerà.
Una supremazia assolutamente temporale, ma pur sempre una supremazia che
potrà forse essere superata da un mondo Internet offerto a tutti gratis
e quindi finanziato dalla pubblicità.
Questo un tema da approfondire e promuovere in tutte le sedi idonei: senza
pubblicità niente sviluppo di Internet. I nuovi media hanno rivoluzionato,
anche e soprattutto. il mondo del marketing. Oggi non c'è più la corsa alla
conquista di segmenti di mercato ma alla conquista del singolo utente e
questa è una peculiarità propria di Internet che rivoluziona una serie di
comportamenti aziendali.
La nostra generazione è cresciuta con un mito: lo share of market. Noi siamo
cresciuti con l' obiettivo preciso che era conquistare la share of market.
Internet ha inserito nel nostro pensiero lo share of mind, che è tutto un
altro gioco, senz'altro molto più complesso.
Lo share of market, infatti, passava per la mediazione di un negoziante,
della pubblicità o del super mercato. La share of mind invece è un
rapporto diretto fra prodotto e consumatore nostro. In parole povere la
pubblicità attraverso Internet deve essere capace di conquistare la mente
di un utente singolo.
Il messaggio deve entrare nella testa dell'utente ed arrivare al cervello.
In termini di marketing questo tipo di processo si definisce rapporto one
to one (uno a uno) che è giustappunto in contrario di ciò che avviene per
la televisione - rapporto da uno a molti. Internet gratuito e pubblicità
mirata sono quindi le pietre miliari per uno sviluppo concreto in termini
di business di Internet .
I ricavi delle imprese oggi superano i costi. La competizione è tale, che
l'uno contro l'altro armati, ci troveremo un giorno ad incassare meno del
costo di un prodotto. Questo è un altro tema da non sottovalutare. L'unico
sistema, l'antidoto, è quello di passare ad un mercato orizzontale enorme.
Passare cioè da mercato locale a mercato globale e non c'è che un modo:
abbattere i costi della comunicazione, della logistica.... Internet forse
riuscirà ad attuare tutto ciò abbattendo il costo dei prodotti ed aumentando
il profitto. L'ipotesi opposta - situazione pre-Internet. - che vede costi
sempre più alti e ricavi sempre più bassi e mercato sempre più circoscritto
- porterebbe un periodo di povertà.
Internet è il futuro: comunicare in tempo reale a milioni di persone in
tutto il mondo con strumenti quali audiweb e audipress, come lo è stato
l'auditel per la televisione. |
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INTERVENTI
Alberto Mucci
Dario Dal Zotto
Yves Confalonieri
Franco Iseppi
Mario Cianco Sanfilippo
Romeo Gnoni
Billy Frateschi
Giulio Malgara
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