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Pubblicità:
Internet terzo incomodo
tra stampa e televisione

Alberto Mucci


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  • Pubblicità innanzitutto. Su questo slogan si sono trovati d'accordo i molti esperti, i tanti uomini "che sanno le cose", per utilizzare una felice espressione di Giovanni Giovannini, presidente di TuttiMEDIA, che si sono riuniti a Milano in un cenacolo per "dirsi la verità", in un incontro senza pretese, ma proprio per questo utile e significativo, per interrogarsi sul ruolo di Internet: terzo incomodo tra stampa e televisione? Asso pigliatutto? O semplice partecipe al grande business della globalizzazione?

    Le risposte non sono sempre semplici. I dati, appena raccolti, vengono superati dall'incessante cambiamento. Si pensi solo alla rivoluzione che la cosiddetta "rete", il canale lungo cui scorre Internet, apporta giorno dopo giorno nella struttura sociale: in poco più di un anno la "rete" ha raggiunto il 15% circa della popolazione adulta coinvolgendo oltre 6 milioni di navigatori ogni tre mesi.

    E l'aumento continua.

    Ma non è l'equazione pubblicità-Internet il fatto determinante, la vera novità.

    Occorre volgere lo sguardo agli scenari di domani. E allora ci si renderà conto, come ha detto Giulio Malgara, presidente Upa, che Internet diverrà domani (quandoè Fra 3-5-10 anniè) il mercato con il quale i produttori dovranno confrontarsi. I ricavi delle imprese, in forza della concorrenza a livello globale, saranno tendenzialmente superati dai costi. Il prodotto per avere mercato dovrà essere "vestito" dai servizi, integrato con gli stessi. E i servizi si scambiano, si trasmettono, si utilizzano tramite Internet.

    E' un mondo nuovo, impensato e impensabile fino a poco fa, quello che ci troviamo di fronte. Un mondo dove cambiano i soggetti, dove il mercato si unifica e allo stesso tempo si articola, dove il consumatore diventa leader indiscusso. E' lui, il consumatore, che con un "click" trasferisce miliardi, acquista o vende beni, ordina servizi. In sostanza: sceglie. E la sua scelta diventa legge per tutti.

    Perché, allora, parlare di Internet come "terzo incomodo"? Perché fare una graduatoria fra televisione, carta stampata, radio, cartellonistica e quanti altri strumenti di comunicazione vengono propostiè Interrogativi da accontonare se si alza lo sguardo, se si scruta il domani. Internet, come dice Malgara, ma anche come dice Soru, considerato il "guru" italiano del settore, inventore di Tiscali, deve essere gratis e sarà gratis. Verrà finanziato dalla pubblicità. Perché è la pubblicità che per far conoscere un prodotto, per comunicarne le caratteristiche, per arricchirlo con adeguati servizi, deve rivolgersi a Internet. Non ci saranno alternative.

    Ma tutto ciò non significa che tv, radio, giornali, ecc. verranno emarginati.

    Nient'affatto. Ogni mezzo di comunicazione cambierà e si conquisterà un proprio spazio, fornirà un servizio, svolgerà una funzione. Mario Ciancio Sanfilippo ha fatto rilevare con orgoglio che gli editori italiani, accanto ai prodotti tradizionali, alla carta stampata, hanno aggiunto Internet, considerato anch'esso un core-business. La mutazione è incessante.

    Questa volta (meglio tardi che mai!) gli editori hanno capito che dovevano cambiare, investire, accettare le sfide del cambiamento. Ma fino a ieri, e in molti, sono rimasti fermi, arroccati sul passato. Ciancio Sanfilippo lo riconosce con sincerità e dà atto a Giovanni Giovannini di essere stato un pionere nel multimediale, un giornalista diventato editore che ha portato avanti, spesso da isolato, la sua battaglia per avvertire che una "grande mutazione" era in corso. Mutazione rapida, profonda, generale, che si svolgeva fra molta indifferenza.

    Non è tutto. Giovannini ha vinto la prima battaglia, quella presa d'atto del cambiamento. Ma ora giustamente vuole mantenere vigile l'attenzione perché i cambiamenti continuano e sono sempre più rapidi. Intende quindi confrontare pinioni e ipotesi e si è fatto promotore, con la sua rivista Media Duemila di "occasioni" di incontro, con larga partecipazione di "addetti ai lavori", ma anche di giovani, interessati a cogliere gli stimoli della "mutazione" in atto, a capire i cambiamenti sociali che avvengono con la diffusione di Internet.

    Su questo aspetto è importante insistere. Internet elimina progressivamente il concetto di esclusiva. Rivoluziona i comportamenti, cambia i punti di riferimento.

    Tutti, con la "rete", possono interloquire, dare suggerimenti, ricercare. Possono in altre parole partecipare alla vita sociale. Essere protagonisti, ponendosi obiettivi e perseguendoli.

    Nasce da queste considerazioni una riflessione di carattere generale, echeggiata nell'incontro di Milano. Quella dell'importanza del cambiamento culturale e quindi della centralità, se così possiamo chiamarla riprendendo un'espressione di Franco Iseppi, presidente della Sipra, della produzione culturale.
    Internet è l'icona della nuova era. Ma è un'icona che cambia colore, espressione, forma. E' un'icona che non solo vivrà con noi. Ma avrà anche la funzione di bussola, di indicatore di un percorso che sappiamo lungo e complesso. Ma che deve ancora essere chiaramente individuato.

    Confronti come quelli promossi da Giovanni Giovannini sono in questo contesto non solo utili, ma necessari. Costituiscono punti di aggregazione e di riferimento per comprendere l'importanza dei passi compiuti, per capire l'ampiezza di quelli da fare, per evitare gli errori. Soprattutto per non cullarsi sui traguardi conseguiti. La linea di confine si sposta di continuo.

    INTERVENTI 

    Alberto Mucci

    Dario Dal Zotto 

    Yves Confalonieri

    Franco Iseppi

    Mario Cianco Sanfilippo

    Romeo Gnoni

    Billy Frateschi

    Giulio Malgara

     
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