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Pubblicità
innanzitutto. Su questo slogan si sono trovati d'accordo i molti esperti,
i tanti uomini "che sanno le cose", per utilizzare una felice espressione
di Giovanni Giovannini, presidente di TuttiMEDIA, che si sono
riuniti a Milano in un cenacolo per "dirsi la verità", in un incontro senza
pretese, ma proprio per questo utile e significativo, per interrogarsi sul
ruolo di Internet: terzo incomodo tra stampa e televisione? Asso pigliatutto?
O semplice partecipe al grande business della globalizzazione?
Le risposte non sono sempre semplici. I dati, appena raccolti, vengono superati
dall'incessante cambiamento. Si pensi solo alla rivoluzione che la cosiddetta
"rete", il canale lungo cui scorre Internet, apporta giorno dopo giorno
nella struttura sociale: in poco più di un anno la "rete" ha raggiunto il
15% circa della popolazione adulta coinvolgendo oltre 6 milioni di navigatori
ogni tre mesi.
E l'aumento continua.
Ma non è l'equazione pubblicità-Internet il fatto determinante, la vera
novità.
Occorre volgere lo sguardo agli scenari di domani. E allora ci si renderà
conto, come ha detto Giulio Malgara, presidente Upa, che Internet diverrà
domani (quandoè Fra 3-5-10 anniè) il mercato con il quale i produttori dovranno
confrontarsi. I ricavi delle imprese, in forza della concorrenza a livello
globale, saranno tendenzialmente superati dai costi. Il prodotto per avere
mercato dovrà essere "vestito" dai servizi, integrato con gli stessi. E
i servizi si scambiano, si trasmettono, si utilizzano tramite Internet.
E' un mondo nuovo, impensato e impensabile fino a poco fa, quello che ci
troviamo di fronte. Un mondo dove cambiano i soggetti, dove il mercato si
unifica e allo stesso tempo si articola, dove il consumatore diventa leader
indiscusso. E' lui, il consumatore, che con un "click" trasferisce miliardi,
acquista o vende beni, ordina servizi. In sostanza: sceglie. E la sua scelta
diventa legge per tutti.
Perché, allora, parlare di Internet come "terzo incomodo"? Perché
fare una graduatoria fra televisione, carta stampata, radio, cartellonistica
e quanti altri strumenti di comunicazione vengono propostiè Interrogativi
da accontonare se si alza lo sguardo, se si scruta il domani. Internet,
come dice Malgara, ma anche come dice Soru, considerato il "guru" italiano
del settore, inventore di Tiscali, deve essere gratis e sarà gratis. Verrà
finanziato dalla pubblicità. Perché è la pubblicità che per far conoscere
un prodotto, per comunicarne le caratteristiche, per arricchirlo con adeguati
servizi, deve rivolgersi a Internet. Non ci saranno alternative.
Ma tutto ciò non significa che tv, radio, giornali, ecc. verranno emarginati.
Nient'affatto. Ogni mezzo di comunicazione cambierà e si conquisterà un
proprio spazio, fornirà un servizio, svolgerà una funzione. Mario
Ciancio Sanfilippo ha fatto rilevare con orgoglio che gli editori
italiani, accanto ai prodotti tradizionali, alla carta stampata, hanno aggiunto
Internet, considerato anch'esso un core-business. La mutazione è incessante.
Questa volta (meglio tardi che mai!) gli editori hanno capito che dovevano
cambiare, investire, accettare le sfide del cambiamento. Ma fino a ieri,
e in molti, sono rimasti fermi, arroccati sul passato. Ciancio Sanfilippo
lo riconosce con sincerità e dà atto a Giovanni Giovannini
di essere stato un pionere nel multimediale, un giornalista diventato editore
che ha portato avanti, spesso da isolato, la sua battaglia per avvertire
che una "grande mutazione" era in corso. Mutazione rapida, profonda, generale,
che si svolgeva fra molta indifferenza.
Non è tutto. Giovannini ha vinto la prima battaglia, quella presa d'atto
del cambiamento. Ma ora giustamente vuole mantenere vigile l'attenzione
perché i cambiamenti continuano e sono sempre più rapidi. Intende quindi
confrontare pinioni e ipotesi e si è fatto promotore, con la sua rivista
Media Duemila di "occasioni" di incontro, con larga partecipazione
di "addetti ai lavori", ma anche di giovani, interessati a cogliere gli
stimoli della "mutazione" in atto, a capire i cambiamenti sociali che avvengono
con la diffusione di Internet.
Su questo aspetto è importante insistere. Internet elimina progressivamente
il concetto di esclusiva. Rivoluziona i comportamenti, cambia i punti di
riferimento.
Tutti, con la "rete", possono interloquire, dare suggerimenti, ricercare.
Possono in altre parole partecipare alla vita sociale. Essere protagonisti,
ponendosi obiettivi e perseguendoli.
Nasce da queste considerazioni una riflessione di carattere generale, echeggiata
nell'incontro di Milano. Quella dell'importanza del cambiamento culturale
e quindi della centralità, se così possiamo chiamarla riprendendo un'espressione
di Franco Iseppi, presidente della Sipra, della produzione
culturale.
Internet è l'icona della nuova era. Ma è un'icona che cambia colore, espressione,
forma. E' un'icona che non solo vivrà con noi. Ma avrà anche la funzione
di bussola, di indicatore di un percorso che sappiamo lungo e complesso.
Ma che deve ancora essere chiaramente individuato.
Confronti come quelli promossi da Giovanni Giovannini sono
in questo contesto non solo utili, ma necessari. Costituiscono punti di
aggregazione e di riferimento per comprendere l'importanza dei passi compiuti,
per capire l'ampiezza di quelli da fare, per evitare gli errori. Soprattutto
per non cullarsi sui traguardi conseguiti. La linea di confine si sposta
di continuo.
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INTERVENTI
Alberto Mucci
Dario Dal Zotto
Yves Confalonieri
Franco Iseppi
Mario Cianco Sanfilippo
Romeo Gnoni
Billy Frateschi
Giulio Malgara
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