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CONVEGNO: IL WEB IN TASCA
     

La vera partita si giocherà sui servizi: quali e a che prezzo per passare all’UMTS

Antonio Pilati


I Convegni
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  • Dopo le travagliate vicende che hanno portato ad aggiudicare le licenze per operare con lo standard Umts, i futuri gestori sono ora alle prese con la creazione della propria rete di infrastrutture. Il che vuol dire, dopo aver speso per acquistare la licenza, altri esborsi senza ancora aver conquistato neanche un cliente. Quali sono le prospettive di mercato per questo nuovo settore della telefonia? Riusciranno i vari gestori a rientrare dei forti investimenti fatti? Quale sarà il ruolo dell’Authority per le Telecomunicazioni per garantire una reale e onesta concorrenza? A queste domande ha risposto Antonio Pilati, filosofo e saggista, esperto di mass media, che dal 1998 fa parte dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.
    "Il tema delle modalità con cui assegnare le nuove licenze Umts ha tenuto banco in Europa fin dal 1999", ricorda Antonio Pilati. "Quando poi le gare si sono effettivamente svolte, nei vari Paesi europei si sono registrati esiti molto diversi fra di loro. In Germania e in Gran Bretagna i governi, utilizzando il metodo dell’asta, hanno ottenuto introiti inaspettati, mentre in Spagna le licenze sono state acquisite dagli operatori con cifre molto modeste. In Italia, dove l’asta ha prevalso sul beauty contest, il costo delle licenze si è attestato su cifre che stanno a metà strada fra il basso livello spagnolo e quello elevato di tedeschi e inglesi". Gli operatori chiesti se avesse senso, in un mercato unico quale quello europeo, tale disparità. "In linea di principio una omogeneità di criteri nell’assegnazione delle licenze", commenta Pilati, "è auspicabile. Tuttavia non bisogna dimenticare che la situazione nel mondo è molto variegata: in Giappone, negli Usa o in Australia, i gestori hanno speso meno che in Europa per acquistare le licenze. Inoltre si sta parlando di un settore che, dal punto di vista del consumatore, ancora non esiste: nessuno ha in mano un terminale Umts né si sa quali saranno i servizi innovativi rispetto ad esempio al GPRS". Dal punto di vista dell’Authority, occorre vigilare affinché i nuovi operatori che proporranno il servizio UMTS siano tutti alla pari. Tra i vincitori ci sono gestori già attivi sul fronte della telefonia mobile che possono contare su un bel numero di clienti e di una rete di infrastrutture (centraline, fibre ottiche, tralicci e antenne) già attiva sul territorio, mentre altri partono da zero: devono allestire tutta la rete e non possono nemmeno contare sui flussi di denaro che portano i clienti già conquistati per il GSM. "Stante la situazione è chiaro che i tempi di inizio del servizio slitteranno alla fine del 2002", continua Antonio Pilati, "sia per sfruttare al meglio la tecnologia attuale e quella intermedia (il GPRS), sia per superare i residui problemi tecnici. Occorrerà poi capire quali saranno i servizi che potranno convincere gli utenti a passare al nuovo sistema e quanto saranno disposti a pagare per il cambio. Su questo terreno si giocherà la vera partita". Alcune stime parlano di ammortamenti lunghi anche 15 anni, decisamente troppi per un settore dove la tecnologia evolve molto in fretta. "Dal punto di vista della normativa, l’Authority ha definito regole intese a mantenere in vita", spiega Pilati, "una competizione equa ed efficiente: roaming fra gestori, spazio per i cosiddetti operatori virtuali, ovvero i soggetti che, pur senza detenere una licenza, possono fornire un determinato servizio oppure affittare direttamente dal gestore una fetta della sua capacità trasmissiva per commercializzare una determinata offerta". Questo permetterebbe, infatti, di allargare la base di rischio e, contemporaneamente, di far affluire denaro fresco nel settore, una boccata di ossigeno per chi nel 2002 arriverà con i conti prosciugati

    INTERVENTI 

    Antonio Pilati

    Federico Reviglio 

    Dario De Jaco

    Marco Rizzelli

    Emilio Carelli

    Luigi Rocchi

    Angelo Raffaele
    Meo


    Pierluigi Ridolfi

    Pier Giorgio Perotto





     
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