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Oggi
qualsiasi automobile può essere dotata del condizionatore. Un accessorio
gradito, tanto che molti non sono più disposti ad acquistare un’auto che
ne sia priva. Ma il condizionatore non è il motivo per cui ci si compra
la macchina: l’auto si acquista per viaggiare, non per chiudervicisi dentro
a prendere il fresco. Temo che questo sia il rischio dell’Umts per i telefonini:
le sue possibilità in più rispetto agli attuali sistemi avranno un ruolo
simile a quello del condizionatore della macchina. Il mio telefonino avrà
“anche” le funzioni di accedere a dati: benissimo, ma resterà anzitutto
e principalmente un oggetto che acquisterò, porterò con me e userò per conversare
(in voce) con gli altri. Pensare che un telefonino sia anzitutto un terminale
per accedere a dati mi sembra l’equivalente di credere che un’automobile
sia anzitutto uno strumento per avere un po’ di fresco quando impazza la
calura. Ecco perché immagino che i gestori avranno seri problemi a vendere
volumi significativi di traffico dati sui telefonini: difficile ottenere
volumi elevati di traffico con servizi comunque percepiti come accessori".
Con questa piccola provocazione è iniziato l’intervento di Federico Reviglio,
che, fin dai primi anni Novanta ha curato lo sviluppo di tutte le attività
multimediali off line e on line dell’Editrice La Stampa di Torino. Attualmente
è membro del consiglio direttivo della Federazione dei principali editori
Web italiani (Fedoweb), fa parte del Comitato esecutivo per l’e-commerce
del Gruppo Fiat ed è responsabile del portale Ciaonordovest. A causa di
una serie di spostamenti dell’ordine con cui sono intervenuti i diversi
relatori, Reviglio si è trovato a dover chiudere il convegno e lo ha fatto
evidenziando alcune perplessità sulla presa che l’Umts potrà avere sul pubblico.
"Il telefonino è fatto per parlare e, almeno agli inizi, solo una piccola
fetta degli utenti lo considererà anche come un palmare multifunzione",
ha precisato Reviglio. "Dunque chi dovrà pensare ai contenuti, dovrà ragionare
bene sul target e sulla “desiderabilità” di certi servizi (e su quanto gli
utenti saranno disposti a pagare per averli)". Fin da ora si possono individuare
alcune tipologie di contenuto possibile per servizi informativi su telefonini
Umts. Certamente sarà appetibile tutto ciò che potrà essere considerato
gioco o intrattenimento: sono dal medico e attendo il mio turno, passo il
tempo giocando con il telefonino; sono a spasso, scarico un Mp3 e me lo
ascolto; mi annoio in aeroporto attendendo il volo, guardo il trailer di
un film. Un altro ambito saranno le informazioni georeferenziate: mi trovo
in una città che non conosco, ho bisogno di un gommista, di un fioraio,
di un ombrello… cerco informazioni tramite il telefonino.
Lo stesso vale per il meteo, per il traffico o le informazioni turistiche.
Ci sarà spazio (abbastanza limitato, stando alle esperienze già fatte) per
le cosiddette breaking news, le notizie sintetiche di ultima ora, una specie
di “televideo portatile”, magari con la celebre e citatissima visione da
telefonino del filmato del gol; si potrà avere qualche successo con il cosiddetto
“reference da conversazione”, cioè con l’accesso a banche dati molto semplici
che consentano di risolvere al volo un dubbio che è venuto chiacchierando
con gli amici (che so, in che anno è avvenuta la battaglia delle Midway,
chi era il regista di “Via col vento” o chi ha vinto la Milano-Sanremo del
1987); siamo di nuovo vicini all’intrattenimento, al gadget, e a servizi
di cui comunque secondo Reviglio è azzardato prevedere alti volumi di traffico.
Ci sono poi probabilmente una serie di servizi innovativi e derivabili da
Internet, come la consulenza “al volo” su cosa fare in determinate situazioni.
Negli Stati Uniti esistono dei portali dedicati al fai-da-te, pieni di schede
pratiche su come cambiare una gomma, riparare il lavandino, scegliere un
regalo appropriato all’ultimo minuto. Ovvero tutte quelle situazioni in
cui, anche se l’utente fosse abituato a consultare Internet, non potrebbe
farlo perché non sarebbe nelle condizioni di usare agevolmente il suo computer.
In tali casi il telefonino-palmare diventerebbe un succedaneo accettabile.
"Ma attenzione al prezzo con cui verranno offerti questi servizi, che sarà
il vero fattore decisivo per il successo", ammonisce Reviglio. "Qui le perplessità
sono davvero molte: per quel che si sa dei business plan a cui sono in qualche
modo costretti gli operatori, per venire a capo degli altissimi costi di
licenze e investimenti, tutto fa prevedere – in Europa – tariffe elevate,
che si scaricheranno in gran parte sul traffico dati, poiché è poco realistico
pensare che si sia disposti a spendere molto di più con un Umts che con
un Gsm per fare una telefonata a un amico. Perciò, tutto fa presumere un
alto se non altissimo costo a bit trasportato per il traffico dati: e questo,
per i servizi consumer, è un sicuro fattore di insuccesso. Anni addietro,
i servizi 144 e 166 offerti dalla telefonia fissa si pagavano nella maggioranza
dei casi circa tremila lire al minuto.
Il pubblico ha fatto in fretta a rendersi conto che queste informazioni
venivano di fatto a costare anche 180 mila lire all’ora, e che il “prodotto”
fornito in cambio era ben lontano dall’avere questo valore. Chi sarà disponibile,
anche in situazione di emergenza, a spendere 50 mila lire per farsi dire
dal telefonino, passo passo, come si monta il portapacchi della macchina?
Sarà in ogni caso molto più facile e conveniente dare una mancia al primo
benzinaio affinché se ne occupi lui". |
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INTERVENTI
Antonio Pilati
Federico Reviglio
Dario De Jaco
Marco Rizzelli
Emilio Carelli
Luigi Rocchi
Angelo Raffaele
Meo
Pierluigi Ridolfi
Pier Giorgio Perotto
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