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CONVEGNO DALL'ATOMO AL BIT E RITORNO

Il print on demand, che sogno!

Angelo Raffaele Meo
Politecnico di Torino

Sul print on demand ho fatto un bellissimo sogno. Quel sogno è frutto più o meno conscio di un dibattito con gli amici della parrocchia del software libero, a cui mi onoro di appartenere, e in particolare con i bravissimi giovani di una piccola società di nome Kaleidos, che gravita nell'orbita del Politecnico di Torino. C'è molto plagio nel racconto di quel sogno, ma il bello della nostra parrocchia è che i plagiati sono contenti.

La figura che riporto rappresenta quel sogno.
Archimede Pitagorico è l'autore del libro, o meglio, per adottare la sofisticata nomenclatura degli informatici, il provider del libro. Quanti Archimedi Pitagorici ci sono sulla rete? Oggi molte migliaia, presto milioni. Un esempio: il Massachusetts Institute of Technology (MIT, in figura la suggestiva facciata), una importante scuola di tecnologia e ingegneria forse la più importante del mondo per dimensione e prestigio ha deciso di mettere in Rete, liberamente e gratuitamente, tutto il materiale didattico dei suoi corsi: libri, dispense, lucidi, esercitazioni.
Tutto il sapere dell'Universo, ogni tipo di manifestazione dello spirito, le culture collettive, quelle delle maggioranze rumorose e quelle delle minoranze silenziose, saranno presto disponibili sulla Rete.
Paperone è il padrone di una tipografia di una grande casa editrice. Paperone usa le tecnologie di stampa tradizionali, quelle che per alti volumi di produzione continueranno per molto tempo ad essere di gran lunga le più economiche.
Nonna Papera è l'esercente di una piccola libreria di provincia, quella signora che, secondo il bellissimo modello di Reviglio, offre il tè al cliente mentre il libro da lui richiesto viene estratto dal sito del provider allocato sulla Rete e viene stampato sulla stampante digitale della libreria.
Paperino sono io, che uso la stampante del mio ufficio, a costi molto alti. Io insegno all'ultimo semestre dell'ultimo anno del corso di laurea in Ingegneria Informatica e ogni anno devo rinnovare almeno il 50% dei contenuti dell'anno precedente. Sulla Rete fortunatamente trovo tutto: i libri, la documentazione varia, i lucidi per le lezioni, tutto ad un livello meraviglioso di qualità e chiarezza. Se il Preside mi invitasse a tenere un corso di sanscrito a partire da lunedí, nell'arco di due ore troverei sulla Rete tutto il materiale che mi interessa e lunedí sarei pronto.
Probabilmente Paperino non pagherà i diritti d'autore. Infatti, sarebbe troppo complicato e costoso farglieli pagare. La cosa non mi sembra grave per almeno due ragioni. La prima è la dimensione esigua di quanto verrebbe sottratto agli autori rispetto a quanto costerebbero le procedure per costringere Paperino a pagare. La stampante di Paperino è cosí costosa che il numero di libri prodotti privatamente sarà sempre molto piccolo. La seconda è una ragione di principio, quella che Kant, nel Critica della ragion pratica del 1790, sintetizzava cosí: il libro è fatto da un corpo la carta e da un'anima, il suo contenuto. Il corpo può essere venduto, l'anima non può essere oggetto di transazione economica, in quanto manifestazione dello spirito di Dio. (Invero, non avendo ritrovato il testo originale, ho adottato il modello corpo anima che ho introdotto in qualche articolo su Media 2000. Inoltre, confesso che la teoria di Kant era finalizzata a difendere il diritto d'autore. Dalle stese premesse, Meo è in grado di arrivare a conclusioni opposte a quelle di Kant).
L'attuazione del sogno di Paperone presuppone la soluzione di quattro ordini di problemi tecnici.
In primo luogo, occorre realizzare un work flow dei processi ottimizzante dal triplice punto di vista delle funzionalità, dei costi, dei tempi di consegna.
In secondo luogo, occorre rendere i diversi tipi di stampanti compatibili con la Rete.
In terzo luogo, occorre sviluppare gli strumenti perché ogni autore o aspirante tale possa depositare in un sito il frutto del proprio ingegno. Si noti che nella figura il gestore della proprietà intellettuale (Archimede Pitagorico, ossia il gestore del server) e il produttore del libro come oggetto fisico (Paperone, ossia il padrone della stampante di alta produttività) non coincidono come invece oggi avviene nella figura dell'editore. Infatti, da quel duplice ruolo deriva un conflitto di interessi che è contrario al diritto di ogni uomo al libero accesso alla conoscenza. Un esempio: oltre l'80% dei libri prodotti non è più disponibile, perchè il titolare dei diritti d'autore relativi non ha alcun interesse a stampare libri, pur culturalmente importanti e significativi, ma di diffusione presumibilmente limitata.
In quarto luogo, ed è forse questo l'obiettivo più importante e difficile, occorre sconfiggere il demonio, come simbolizzato in una sezione della figura, che in questo caso è rappresentato da una nota multinazionale dell'informatica. Questa multinazionale è diventata il simbolo del demonio dal giorno in cui ha fatto arrestare un ricercatore russo arrivato negli Stati Uniti per presentare un lavoro scientifico, considerato reo di aver rivelato in quell'articolo l'architettura interna di un prodotto di quella multinazionale. Appartiene a quella multinazionale lo standard che viene spesso utilizzato per diffondere la copia dei documenti. Il programma di lettura è conforme a quello standard è gratuito ma misterioso, nel senso che nessuno sa come è fatto. Il programma per produrre la copia di documenti conformi a quello standard invece deve essere pagato.
Il demonio si può battere non con la pirateria, perchè non efficace e soprattutto perchè non si devono violare le leggi di un paese democratico, ma sviluppando un nuovo formato da proporre liberamente e gratuitamente alla comunità mondiale.
Chiudo il racconto del sogno con una riflessione conclusiva. Penso che l'importanza del print on demand vada molto al di là della rilevanza economica dei risparmi che le tecnologie relative renderanno disponibili. Il print on demand è simbolo e sostanza di quella rivoluzione tecnologica, industriale, sociale che chiamiamo società della conoscenza. Il print on demand potrebbe diventare lo strumento principe per la diffusione della conoscenza e la crescita del sapere, per l'attuazione di quel sogno bellissimo (e, ahimé, improbabile) che è la libertà della cultura.



 
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