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CONVEGNO
DALL'ATOMO AL BIT E RITORNO Print On Demand:
quali vantaggi per editori e lettori
Umberto Seregni
Presidente Seregni Industrie Grafiche
«La Stampa», «Il Corriere della Sera», «Il Tempo», «Il Giornale»... nei 9
stabilimenti del Gruppo Seregni ogni giorno si stampano 9 quotidiani per un
totale circa 3 milioni di copie al giorno. Qualcuno afferma che io e i miei
mille dipendenti dovremmo essere preoccupati per l'avvento delle nuove
tecnologie legate al print on demand; in realtà mi sento abbastanza tranquillo,
anzi osservo con interesse l'evolversi di queste nuove modalità di stampa dei
quotidiani. Il progresso non si può fermare e io stesso, in trenta e più anni di
attività, ho sempre cercato di capire quali fossero le nuove tecnologie in
grado di migliorare il prodotto. Certo che il profumo del piombo fuso è molto
più affascinante che una stampa in off set, ma che razza di imprenditore sarei
stato se mi fossi fermato al piombo anziché adottare la fotocomposizione?
Dunque si tratta di capire, con criterio e senso critico, cosa può offrire oggi
agli editori dei quotidiani il print on demand, quali i costi, quali i vantaggi
per i lettori. Poi i stampatori come me decideranno come comportarsi, come
adattarsi all'evolvere del mercato.
Dal mio punto di vista credo che per i prossimi 15-20 anni il print on demand
sarà aggiuntivo alla stampa tradizionale e alla distribuzione in edicola o in
abbonamento postale. D'altronde se il «Süddeutsche Zeitung», il più grande
giornale tedesco per fatturato sta investendo in questi anni quasi 500 milioni
di marchi in nuove rotative, evidentemente pensa di averne ancora bisogno.
Anche perché le tecniche di stampa tradizionale non sono certo immobili e
presentano continue evoluzioni: nel 2003-2004, per esempio, «Corriere della
Sera» e «Repubblica» potranno arrivare, se ne avranno bisogno (magari per dare
altro spazio alla pubblicità), fino a 128 pagine tutte a colori con contenute
variazioni dei costi di stampa.
Il print on demand al momento non può offrire nulla del genere sia per la
qualità della stampa, che per il numero di pagine che per i costi di ogni
copia. Certo che, nel momento in cui mi trovo in Australia e desidero leggere
un estratto del quotidiano della mia città, sono anche disponibile a sopportare
una qualità inferiore a un costo maggiore. Si tratta di una domanda che è
doveroso esaudire nel miglior modo possibile, sfruttando tutte le potenzialità
di Internet e delle stampanti digitali, ma che si limita a poche migliaia di
copie al giorno. Allo stato attuale delle cose, infine, vantaggi interessanti
possono esserci laddove posso creare non tanto il chiosco che stampa la singola
copia, quanto dei piccoli centri-copie con stampanti digitali d'una certa
potenza, capaci di stampare le 300-400 copie da distribuire in zona. In questo
modo evito quei costi di spedizione e di logistica che normalmente sono
antieconomici in paesi lontane da raggiungere e con pochi lettori.
Concettualmente e tecnicamente la svolta è epocale. E come tutte le svolte epocali
vedo lunghi tempi di transizione e una convivenza che potrà essere pacifica se
tutti usiamo il buon senso.
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