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I
CONVEGNI DELL'OSSERVATORIO TUTTIMEDIA
Beyond The Internet, beyond the Web,
beside the Web?
Cesare
Mossotto
Direttore generale TLAB
Il futuro
in tre slogan. Oltre Internet: una nuova Internet più veloce, pervasiva,
potente. Oltre il Web: un nuovo Web multimediale, multiaccesso,
usato da uomini e da macchine. A fianco del Web: un uso di Internet
per una comunicazione interpersonale più ricca e flessibile.
Il tema
di questo Convegno è l'evoluzione dell'attuale "Rete" che si fonda sui
paradigmi di Internet e del Web. Il mio intervento cercherà di tratteggiare
questa evoluzione dal mio punto di osservazione che è fondamentalmente
tecnico ma anche da sempre aperto all'orizzonte internazionale.
La rete telefonica classica, anche se moderna e totalmente numerica, continua
a rappresentare l'unico vero ubiquitum delle TLC e rimane di gran lunga
il più importante generatore di cash flow del settore. Ciò è ancor più
vero se teniamo conto dell'imponente sviluppo delle reti mobili accanto
a quelle fisse. Tuttavia è il paradigma di Internet quello che oggigiorno
rappresenta la vera universalità delle TLC per la molteplicità delle applicazioni
che si sono sviluppate e per la pluralità dei soggetti che le utilizzano.
Va anche aggiunto che Internet ha acquisito anche la caratteristica di
ubiquità, tuttora appannaggio delle reti telefoniche, condividendone le
infrastrutture di trasporto e utilizzandone la funzione di accesso. L'antinomia
tra Universalità della rete e Molteplicità delle applicazioni è, a mio
parere, una delle cause del frequente disorientamento dei non "addetti
ai lavori" di fronte ad una massa di informazioni a riguardo di Internet
che proviene da diverse fonti: divulgazione tecnico-scientifica, attualità
economico-finanziaria e, anche, cronaca popolare.
Proprio per una comprensione dei problemi che vada al di là del "si legge
sui giornali" o "l'ho sentito in TV", capire che Internet ed il Web sono
cose distinte, anche se collegate in maniera stretta. Ed e' importante
capire la differenza tra un mezzo (ad esempio il Web) e l'uso che ne viene
fatto. Per fare un parallelo neanche tanto campato in aria, se una persona
dicesse che l'industria della carta stampata è in crisi perché i cataloghi
per le vendite per corrispondenza non vendono più farebbe evidentemente
un'astrazione arbitraria ed errata. Analogamente il "crollo delle dot
com" e' un fenomeno di crisi che ben poco ha a che vedere con una imminente
morte di Internet, del Web o con un loro precoce pensionamento.
Una delle cause che porta ancora oggi confusione nella definizione e nella
percezione di Internet da parte del grande pubblico è l'essere nata proprio
come commistione (convergenza?) di due mondi fino a venti anni fa molto
diversi e distanti: quello dell'informatica e quello delle telecomunicazioni.
Infatti, Internet è la rete di telecomunicazioni che consente ai computer
e alle applicazioni informatiche di essere connessi e di "parlare" tra
di loro. Le due visioni, per molti versi contrastanti, che ne risultano,
tendono ad enfatizzare da una parte l'aspetto informatico/informativo,
per cui Internet risulta essere il mare magnum dell'informazione in cui
il povero utente "naviga" con l'ausilio del Web e dei motori di ricerca,
dall'altra quello TLC che vede in Internet la rete di comunicazione che
in futuro potrebbe inglobare anche le trasmissioni telefoniche e radiotelevisive.
La dialettica tra le due interpretazioni induce interessanti riflessioni.
Si pensi ad esempio alla posta elettronica. Tutti diranno, istintivamente,
che la posta elettronica è sicuramente "Internet", sebbene sia evidente
che essa ha ben poco a che fare con il mondo del Web, dell'informazione,
dell'e-commerce e via dicendo. In un suo articolo provocatoriamente titolato
"Content is not King" Andrew Odlyzko osserva: "The Internet is widely
regarded as primarily a content delivery system. Yet historically, connectivity
has mattered much more than content. Even on the Internet, content is
not as important as is often claimed, since it is e-mail that is still
the true killer application". Alla domanda "rinuncereste piuttosto al
Web o alla posta elettronica", infatti, la maggioranza degli utenti Internet
risponde che la posta è la cosa più importante, e che del web potrebbero
fare a meno.
Tenendo quindi a mente che Internet è Web ma non solo, andiamo ora ad
esaminare in che senso Internet (o il Web?) stia attraversando un periodo
di crisi, e quali potranno essere le sue evoluzioni. Intanto, chiediamoci
se Internet intesa come rete di comunicazione stia davvero attraversando
un momento di crisi. I dati relativi al traffico e al numero di utenze
sia residenziali che business ci dicono chiaramente che la rete Internet
è non solo "alive and kicking", ma non rallenta il suo tumultuoso sviluppo.
In Italia il solo settore residenziale si avvia a "consumare" nel 2001
ben 57 miliardi di minuti di traffico telefonico per l'accesso ad Internet,
cifra che, secondo le stime degli analisti IDC e' destinata ad avere un
ulteriore incremento del 40% nel 2002. La posta elettronica è diventata
ormai la spina dorsale dei rapporti business interpersonali e interaziendali,
avendo soppiantato il fax e la posta ordinaria. La diffusione dell'accesso
a larga banda (ADSL) sta aumentando in maniera sostenuta, segno che la
gente non si contenta della qualità ottenuta da un modem. Questi dati
ci dicono che, vista con l'occhio "delle TLC", Internet continua a crescere
e non dà segnali preoccupanti di declino.
E' vero inoltre che il Web è tuttora, in termini di traffico generato,
l'applicazione più utilizzata sulla rete, la "navigazione" su Internet
tramite il Web infatti produce circa il 40% di tutti i bytes scambiati
su Internet. Questo fatto, nella sua semplicità, ci dice che neanche il
Web è in crisi, ma anzi il suo utilizzo è anch'esso crescente. A cosa
si riferiscono quindi le notizie allarmistiche seguite allo scoppio della
bolla finanziaria dei titoli legati alla "New Economy"? Semplicemente
al fatto che la corsa all'oro aveva, come base, alcuni presupposti corretti
ed alcuni errati. Corretta la visione di Internet come fenomeno nuovo
e dirompente, corrette le previsioni sulla crescita di traffico, di utenti,
di utilizzo della rete Internet e delle applicazioni basate su di essa.
Errata la supposizione che il commercio (sia tra aziende che con i consumatori
finali) sarebbe "migrato" massivamente e velocemente su Internet, errata
la previsione che il Web si sarebbe trasformato in una TV a copertura
planetaria, con infiniti canali, gratuita per chi lo usa e con i costi
pagati dagli introiti pubblicitari. Il crollo delle "dot com" ha molto
a che vedere con quest'ultimo tipo di considerazioni e poco con una supposta
debolezza "di Internet".
E veniamo, dopo questa analisi "essenziale" ma, ritengo, non superficiale
dello scenario attuale, ad una rapidissima sventagliata di previsioni
ed ipotesi per il futuro non troppo lontano. Dal punto di vista tecnologico,
i cambiamenti saranno importanti, e come tutti i cambiamenti tecnologici,
abiliteranno ma di per sé non produrranno cambiamenti di usi e costumi
negli utilizzatori. Anzi, alcune delle migliorie più significative addirittura
non verranno percepite come cambiamenti visibili, perché abiliteranno
un miglioramento della qualità e della pervasività della rete, senza "salti"
apparenti dal punto di vista dei servizi. Tra questi, mi preme citarne
tre particolarmente importanti: l'introduzione di nuovi indirizzi di Internet,
la diffusione dell'accesso ad Internet a larga banda e la nascita di nuovi
linguaggi di comunicazione tra le macchine.
Per la prima novità, che richiederà ancora qualche anno di raffinamento
dei piani, ma infine risulterà in una diffusione veramente capillare ed
ubiqua della rete Internet, basti dire che uno dei problemi tecnologici
attuali vissuti dalla rete è quello della mancanza di numeri. E' come
se la rete telefonica non potesse assegnare più numeri agli abbonati,
non potendo di conseguenza aumentare il numero di utenti. Una situazione
del genere rende difficile introdurre nella rete Internet nuovi tipi di
terminali, che possono avere numerosità estremamente rilevante. Si pensi
ad esempio alla necessità di fornire un accesso Internet (e quindi un
numero Internet) ad ogni telefonino.
Dell'accesso a larga banda già stiamo avendo un assaggio in questi
giorni, con le campagne pubblicitarie che decantano le virtù dell'ADSL
(Asymmetric Digital Subscriber Line), un modo per moltiplicare per un
fattore venti la velocità di collegamento che si può ottenere con gli
attuali modem. Ed il fattore venti, per quanto notevole e tipico di tutte
le discontinuità tecnologiche, non è certo un limite superiore a quanto
si può fare con le moderne tecnologie di trasmissione. Presto sarà infatti
tecnicamente possibile ricevere, sul vecchio filo del telefono, trasmissioni
audio e video ad alta qualità, integrate con le tecniche del Web che conosciamo.
Peraltro, la distribuzione di contenuti broadband (audio e video) a milioni
di utenti porta con sé la necessità di affrontare e risolvere importanti
problemi di ottimizzazione dei punti della loro memorizzazione, e di consegna
rapida degli stessi agli utilizzatori, superando eventuali strozzature
di rete; problemi concettualmente analoghi ma ancora più acuti per l'intrinseca
limitatezza della risorsa radio, si presenteranno per i servizi mobili,
anche di terza generazione (UMTS). Per risolvere questo tipo di problemi
sono state sviluppate tecniche, dette di "Content Distribution Network"
(CDN), che consentono la consegna ottimale di contenuti multimediali agli
utilizzatori in ambienti broadband.
L'introduzione di nuovi linguaggi ha a che fare con l'evoluzione
del Web, che si trasformerà in un'applicazione utilizzata per il colloquio
tra macchine e non solo per l'accesso di persone ad archivi di informazione.
L'automazione di molte delle attività legate, ad esempio, al commercio
tra aziende (ma anche al controllo di processi, alla produzione di beni
e servizi) sarà facilitata dall'esistenza di schemi di conoscenza condivisi
tra macchine diverse, e da linguaggi per scambiare informazioni riguardo
a questa conoscenza. Il "padre" di tutti questi linguaggi si chiama XML,
è stato specificato dal consorzio W3C, l'entità che presiede agli sviluppi
tecnologici del Web ed è guidata da Tim Berners Lee, proprio colui che
nel 1989 inventò il World Wide Web. La versatilità del linguaggio XML,
applicata in un altro campo, quello dell'intrattenimento televisivo, consentirà
una facile integrazione del Web con servizi di TV, unendo l'esperienza
visivamente "ricca" della televisione all'interattività bidirezionale
tipica del Web e di Internet. Infine, solo un accenno alla possibilità,
grazie all'uso di nuovi linguaggi, di accedere alla ricchezza di contenuti
del Web non più solamente da Personal Computer ma anche da aggeggi diversi
quali console di giochi, ricevitori televisivi, computer palmari e telefoni.
Sul piano della evoluzione dei servizi (e quindi dell'uso della base tecnologica),
si delineano un paio di tendenze piuttosto nette, verso l'incremento di
usi diversificati della rete da parte degli utilizzatori umani (come ho
già detto questi nel futuro non saranno piu' gli unici, anche le macchine
"parleranno" tra loro tramite Internet). Una è l'ascesa dell'uso di applicazioni
"peer to peer" alla Napster. Questo, che è diventato quasi un tormentone,
in realtà riporta, in chiave attuale, una parola d'ordine importante fin
dagli albori della rete, quello della condivisione. I primi Internettiani,
essenzialmente studenti universitari di discipline informatiche, condividevano
sulla rete documenti e programmi. Lo stesso WWW nacque per soddisfare
l'esigenza di condividere in maniera semplice ed intuitiva documenti scientifici.
La condivisione di "possedimenti digitali" e' alla base dello scambio
di informazione p2p. Si pensi all'importanza che stanno assumendo la fotografia
e la videoregistrazione digitale ed alla gratificazione che molte persone
hanno nel rendere disponibili le proprie "creazioni" ad altri con i quali
condividono gusti e passioni. La morte del servizio che ha dato fuoco
alle polveri del p2p, Napster, non ha ucciso il desiderio di utilizzare
la rete in modo più personale e creativo di quello della fruizione Web;
ha semplicemente affermato, anche nel "libero" mondo di Internet, il diritto
dell'autore e dei suoi dante causa alla proprietà intellettuale. Nel frattempo,
molte variazioni sul tema di Napster sono state attivate sulla rete, e
non c'è dubbio che accanto agli usi personali e pienamente legittimi continuerà
la battaglia tra detentori dei diritti (in primo luogo case discografiche)
e utilizzatori "disinvolti".
Un altro uso della rete che presumibilmente nei prossimi anni vedrà un
significativo incremento è quello della comunicazione personale integrata.
Abbiamo già visto come la posta elettronica sia, per certi versi, l'applicazione
Internet più importante. A questa forma di conversazione, essenzialmente
"asincrona" proprio come la posta tradizionale si affianca un uso crescente
del cosiddetto Instant Messaging, un tipo di servizio che consente alle
persone presenti su Internet di interagire in maniera molto più stretta,
quasi telefonica. Si aggiunga a questo la possibilità che già oggi i computer
hanno di trasformare qualsiasi forma di comunicazione in qualsiasi altra
(una telefonata in segreteria telefonica si può trasformare in un messaggio
di e-mail e viceversa, si può intervenire in una "chat" utilizzando gli
SMS di un telefonino, si può leggere la posta elettronica da un qualsiasi
telefono, fisso o mobile, per mezzo di strumenti di sintesi vocale). Si
comprende perciò come la comunicazione del prossimo futuro farà minor
affidamento su un singolo mezzo di comunicazione (es. il telefono), ma
utilizzerà il terminale di comunicazione più immediatamente disponibile,
ed affiderà all'intelligenza nella rete Internet il compito di consegnare
il messaggio, trovando il mezzo più efficiente, rapido, utilizzabile in
quel momento, in maniera flessibile secondo le esigenze del mittente e
dei destinatari.
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Giovanni
Giovannini
Cesare
Mossotto
Fabrizio
Gagliardi
Angelo
Raffaele Meo
Marco
Somalvico
Ernesto
Hofmann
Pierluigi
Ridolfi
Pier
Giorgio Perotto
Paolo
Barberis
Francesco
Silvano
SLIDES:
Gagliardi
Meo
Mossotto
Hofmann
Ridolfi
Sordi
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