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I CONVEGNI DELL'OSSERVATORIO TUTTIMEDIA

Massimo 
        Somalvico L' "Uomo bipolare"
e la Rete


Massimo Somalvico
Politecnico di Milano


la prossima generazione del Web riguarderà soprattutto i contenuti dei dati, ossia come governare gli attributi semantici dei dati stessi, quali nomi e indirizzi e persino interi modelli di realtà commerciali

L'uomo (denominato uomo bipolare) è un soggetto (uomo mente) che pensa ed interagisce in due poli o siti distinti: il polo uomo corpo (cioè il corpo) ed il polo uomo macchina (cioè la macchina, che si sottintende sia un elaboratore od un robot), che l'uomo fa ed alla quale l'uomo fa fare ciò che determina che la macchina svolga, all'interno delle sue funzionalità rese disponibili dall'architettura della macchina che l'uomo ha concepito e realizzato.

Il polo uomo macchina tende ad essere spostato da un luogo fisso (un tempo occupava un'ampia sala, poi lo spazio di un armadio, poi è diventato un soprammobile della nostra scrivania) ad un luogo mobile (viene posto sul nostro grembo o nelle nostre mani) e viene trasportato con il nostro corpo (in una tasca di un abito), in attesa di essere introdotto, con l'avvento delle nanotecnologie, nel nostro corpo.

Tanto l'agendina elettronica, quanto il telefonino cellulare, si presentano come una triplice macchina dell'informazione, consistente in un elaboratore, in un telefono ed in un televisore, che è facile, peraltro, prevedere che, in una prospettiva molto vicina, saranno integrate insieme, assumendo ciascuna di esse un ruolo paritetico e sviluppato in modo maturo.

Questo nuovo sistema artificiale, che l'uomo continuerà a portare con se insieme con il proprio corpo, come oggi avviene per il telefonino e l'agendina elettronica (che chiamo, agente antropico), tramite Internet, potrà collegarsi a vari altri agenti della casa (agenti domotici) e della città (agenti urbotici) secondo le esigenze dell'uomo.

Infatti il nostro uomo, muovendosi e vivendo nella casa o nella città, si troverà circondato da artefatti vari che ospiteranno, integrato al loro interno, un agente locale (elaboratore o robot) con il quale l'agente antropico è in grado di collegarsi formando un'agenzia, costituita dall'agente antropico e dagli agenti locali degli artefatti (cioè dagli agenti domotici e dagli agenti urbotici) il cui ruolo è ritenuto utile dall'uomo, nell'ambito di una certa pragmatica, cioè nell'ambito di un determinato fine che l'uomo intende perseguire, ad esempio, nei prossimi cinque minuti della propria vita, quale, ad esempio:

1. uscire dalla casa, chiudendo la porta a chiave;

2. andare in giro in città, o in auto sulle strade, o passeggiando sui marciapiedi, rispettando i semafori agli incroci;

3. visitare un ufficio postale o una filiale di banca per inviare una raccomandata o per effettuare un deposito.

In questa prospettiva, dunque, il polo uomo corpo diventa, via via, un'agenzia diversa, denominata "agenzia antropica", costituita da un certo numero di agenti locali diversi, via a via "reclutati", perché ritenuti utili per contribuire, insieme all'agente antropico, a raggiungere un determinato obiettivo, attivando quindi, ad esempio:

1. l'agente locale della serratura della porta, che permette di chiuderla, quando abbia ricevuto l'ordine dall'agente antropico;

2. l'agente locale di un semaforo, che permette di avvisare l'agente antropico del prossimo arrivo del verde;

3. l'agente locale dell'ufficio postale o della filiale di banca, per trasmettere la descrizione del mittente o del cliente che effettua il deposito.

Dunque, ci troveremo accanto ad una pluralità di agenti locali domotici o urbotici che integreranno, secondo topologie ed architetture diverse, l'agente antropico per costruire varie agenzie antropiche poste, insieme al corpo, al servizio dell'unica mente dell'unico uomo.

Un altro aspetto interessante riguarda il rapporto tra l'elaboratore e robot, integrati tramite la nuova Internet, nell'ambito della predetta nozione di agenzia antropica, e la stessa nozione di cultura umana, poiché se è vero che la cultura umana è l'insieme dei "pensieri pensati" da quegli uomini preclari che hanno contribuito maggiormente di altri all'elevazione nell'uomo della conoscenza della realtà, si può osservare che l'architettura di una macchina, "pensiero pensato" del suo architetto, allora una macchina rappresenta una manifestazione della cultura umana.

Pertanto la selezione virtuosa che nell'evoluzione della società umana, porta a privilegiare questa o quella soluzione architetturale per realizzare una determinata macchina, altro non è che l'incessante e ribollente avvicendarsi, secondo un criterio di progressivo miglioramento, della cultura umana, cioè, in ultima analisi, della conoscenza della realtà.

Naturalmente questa considerazione assume un aspetto più importante, dal punto di vista antropologico, qualora la si proietti, secondo la prospettiva che le nanotecnologie, quali la spintronica e la chimica macromolecolare, offrono, nella visione di una possibile, in un futuro di medio termine (non di breve termine), "introduzione all'interno del corpo dell'agente antropico" e, in un futuro di lungo termine, "introduzione all'interno del corpo di un'agenzia antropica costituita da diversi agenti antropici cooperanti tra di loro".

E' evidente che l'introduzione di uno o più agenti antropici, cioè di nanoelaboratori e nanorobot nel corpo umano, non sposta minimamente la concezione dell'uomo bipolare, sia circa la distinzione tra il polo uomo corpo ed il polo uomo macchina, in questo caso costituito da un agente antropico o da un'agenzia antropica collocata all'interno del corpo, sia circa la natura unitaria dell'uomo, inteso come soggetto mente, che svolge attività intellettive ed interattive nei due poli.

Si può quindi afermare che, considerando l'uomo come soggetto alle due note evoluzioni che l'antropologia ha individuato, vale a dire:
1. l'evoluzione genetica, connessa alle variazioni del codice cromosomico, che modifica l'uomo a livello biologico:
2. l'evoluzione culturale, connessa con le influenze che l'uomo riceve dai contatti con i familiari, con la scuola, con l'accesso alla cultura, con le seguenti modifiche a livello culturale.
Questo uomo, con l'introduzione nel corpo del polo uomo macchina (o, almeno, di una sua parte) permette di individuare la prospettiva di una terza evoluzione, e precisamente:
3. l'evoluzione tecnologica, distinta dall'evoluzione culturale, connessa con il trasporto, dentro il corpo, degli artefatti permessi dalle nanotecnologie.

Perciò, si è illustrato che la nuova Internet, interpretata in filigrana nell'ottica di un uomo bipolare (corpo e macchina, soggetti alla mente), fornisce una macchina, affiancata al corpo, che ha una struttura ed una funzionalità variabile a piacere, a seconda delle esigenze dell'uomo, perché l'uomo può variare il suo attingere alle risorse dell'habitat informatico e robotico o il cosiddetto "ubiquitous computing" nel quale l'uomo è immerso.



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