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Bytes @ll'arrabbiata

Da Internet alla televisione digitale:
a chi il diritto di broadcasting?


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  • Giovannini: televisione, computers, telefono gli stadi del razzo lanciato verso il futuro. Passigli: il nostro Paese sta recuperando il ritardo e in qualche settore siamo all'avanguardia.
    Serventi Longhi: necessario un press-mark per tutelare i cittadini dalla falsa informazione.
    Il Maurizio Costanzo show presto su Internet


    di Maria Pia Rossignaud


    "Bytes all'arrabbiata, da Internet alla televisione digitale, a chi il diritto di broadcasting", questo il titolo del seminario organizzato l'8 marzo al Centro Congressi "La Sapienza" di Roma dall'OTM (Osservatorio Tutti Media) in collaborazione con l'Ente dello Spettacolo. Una mattinata di interventi sulla rivoluzione digitale che come un tornado spazza via vecchie e meno vecchie abitudini, ad una velocità impressionante e che quindi necessita di costanti momenti di riflessione.

    Alla giornata di studio con Giovanni Giovannini, presidente OTM e direttore - editore di Media Duemila e Andrea Piersanti presidente dell'Ente dello Spettacolo hanno partecipato Stefano Passigli sottosegretario all'Innovazione Tecnologica, Antonio Pilati, commissario Autorità del Garante nelle Comunicazioni, Mario Morcellini, direttore del dipartimento di Sociologia dell'Università La Sapienza, Paolo Serventi Longhi, segretario nazionale della Fnsi, Matteo Cascinari, direttore generale Sole 24ore Television, Pietro Lucisano, assessore alla Scuola, Formazione e Politiche per il Lavoro della regione Lazio, Michele Mezza responsabile nuovi prodotti multimediali Rai, Michele Preda, chief Financial Officier Mediaset, Anna Masera, responsabile del sito Internet de La Stampa, Vittorio Roidi, coordinatore del progetto Sigaro, Massimo Rovelli, business development Director Altavista Italia, Roberto Seghetti, segretario dell'associazione Stampa Romana, Pier Giacomo Sola, amministratore delegato Amiti, Andrea Zagami, direttore comunicazione e R.E. Mondadori.

    Durante il dibattito moderato da Maurizio Costanzo è stato presentato anche il libro Bytes all'arrabbiata, come Internet ha rivoluzionato i giornali italiani, a cura di Andrea Piersanti.

    Maurizio Costanzo è affascinato dalle nuove possibilità tecnologiche e dalle evoluzioni del sistema dei media. "Credo che opporsi al nuovo sia profondamente sbagliato, così come quando qualcuno all'inizio del secolo scorso, si lamentò per la scomparsa delle carrozzelle.

    Al futuro non ci si oppone e se tante persone nel mondo hanno cominciato a navigare su Internet una ragione ci sarà. Occorre però riflettere sull'informazione che viene veicolata, senza un controllo: l' approvvigionamento delle notizie può infatti essere discriminante e pericoloso". Il direttore di Canale 5, nell' annunciare che in tempi brevi il suo show potrebbe essere trasmesso anche via Internet, ha invitato a riflettere sul nuovo e più vasto significato di comunicazione.

    Del mondo che cambia, delle opportunità legate all'evoluzione digitale e della Grande Mutazione ha parlato Giovanni Giovannini, presidente dell'OTM impegnato già nei molti anni della sua presidenza de La Stampa, della Federazione Italiana Editori Giornali e dell'Ansa a diffondere la coscienza e la conoscenza del nuovo mondo. "Parlavo della Grande mutazione - ha ricordato - in tempi in cui pochissimo capivano l'impatto che la rivoluzione digitale avrebbe avuto non solo sulla comunicazione ma su ogni aspetto della nostra vita".

    "Oggi attraverso la mia rivista, Media Duemila e l'OTM, associazione culturale costituita da una ventina di enti, continuo a parlare di mutazione, trasformazione e convergenza, cercando soprattutto di scrutare ogni connessione fra i diversi 'stadi del razzo lanciato verso il futuro': televisione, computer, telefono e tele comunicazioni in genere".

    "Purtroppo ogni qualvolta che mi trovo a dibattere questi argomenti, devo constatare che l'Italia è sempre fanalino di coda anche e soprattutto per la scarsa diffusione del computer dalla quale evidentemente dipende la diffusione dell'Internet".

    E Giovannini ha concluso insistendo sulla vitale importanza della scuola, elemento fondamentale affinché anche i giovani italiani entrino a pieno titolo nella società dell'informazione.

    La lunga lezione dell'ex presidente della Federazione italiana editori (di cui si ricorda la brillante carriera anche di giornalista, inviato e vice direttore de La Stampa) è stata ricordata da Paolo Serventi Longhi, segretario FNSI che nel suo intervento ha affermato: "Grazie alla nuova legge di riordino delle Università saremo in grado di creare una facoltà di giornalismo ed in futuro potremo avere più giornalisti altamente qualificati e ciò sarà possibile anche grazie alla collaborazione di uomini come Giovanni Giovannini che è stato ed è tuttora espressione del mondo editoriale ma con una sua autonomia di valutazione e di giudizio assolutamente sorprendenti. Giovannini è stato un precursore nell'affermare che bisogna specializzarsi, che la formazione è un problema essenziale, per i giornalisti in genere, ma anche e soprattutto per gli operatori della comunicazione in generale".

    "L'informazione on line ha bisogno di regole minime che tutelino l'utente, ed evitino il proliferarsi di siti spazzatura. Il lavoro che ci attende non è da poco e le pagine da riempire sono migliaia e tutte bianche". A questo proposito il segretario della Federazione nazionale della stampa italiana ha sollecitato l'istituzione di un "press-mark", un marchio di qualità che tuteli i cittadini dall'invasione delle centinaia di millantati siti dell'informazione e della comunicazione che si stanno riversando sulla rete.

    Mario Morcellini, direttore del dipartimento di Sociologia de la Sapienza ha anch'egli sottolineato l'importanza della formazione annunciando che con il prossimo anno accademico i giovani della sua università avranno a disposizione una nuova e autonoma facoltà di Scienze della comunicazione.

    Di ritardi, di vuoti da colmare e di formazione ha parlato il senatore Stefano Passigli, sottosegretario all'Innovazione Tecnologica. Infrastrutture, capitale umano e alfabetizzazione sono tre aspetti fondamentali nella società dell'informazione ed il Governo sta lavorando per far crescere ciascun settore: "Prima di tutto desidero testimoniare l'importanza di momenti come questi che allargano la percezione che si deve avere su questa rivoluzione che stiamo vivendo tutti. Bisogna, però, smetterla con le solite lamentele, le nuove tecnologie hanno fatto emergere ritardi strutturali che sono in altri campi, il Paese paga le scelte di politica economica ed industriale fatta decenni fa".

    "Oggi stiamo facendo il possibile per aumentare la diffusione del computer, presto ogni scuola avrà un laboratorio e sarà disponibile un PC per ogni dieci allievi. Inoltre grazie al prestito d'onore molti giovani studenti potranno permettersi l'acquisto di un PC. Un problema da affrontare sarà la formazione dei docenti, ma sono tutti temi che l'attuale Governo sta studiando a fondo. Per quanto riguarda la tecnologia mi piace sottolineare che l'Italia sarà il primo paese ad adottare l'UMTS (Universal Mobile Telecommunications System). Ci sono quindi settori nei quali siamo all'avanguardia" .

    Il sottosegretario ha sottolineato la necessità di formare capitale umano: la sola Italia necessita oggi di 40.000 informatici e l'anno prossimo di 60.000 persone. Giovanni Giovannini, in una sorta di improvvisata intervista pubblica, ha pregato Stefano Passigli di dire quali siano le iniziative concrete avviate dal Governo per coprire i ritardi strutturali accumulati dall'Italia:
    "Nel '95 abbiamo perso appuntamenti storici, oggi si parla del grande Portale Italia e simili, ma affinché i progetti diventino realtà c'è bisogno di divulgazione ed educazione e cultura".

    "Massimizzare l'effetto positivo di Internet richiede tempo - ha risposto il senatore Stefano Passigli - gli stessi Stati Uniti non hanno compreso subito i grandi cambiamenti che stavano per vivere. Noi oggi abbiamo infrastrutture adeguate alla new economy. In sintesi sono in atto notevoli sforzi per recuperare l'innegabile ritardo del nostro Paese".

    Anche Antonio Pilati dell' Authority per la Comunicazione ha parlato di alfabetizzazione e di reti: "Mi sembra opportuno fare una riflessione sui tempi di evoluzione di Internet. Credo che bisogna considerare tre fasi, la prima fra il 95-96 che ha visto gli Usa all'avanguardia per diffusione di PC e utenti Internet. Ciò è avvenuto anche e soprattutto grazie alla disponibilità di tecnologia come la larga banda che ha reso più veloci gli accessi e ne ha abbattuto i costi, ma anche grazie alle intuizioni degli operatori che hanno aggiornato le reti via cavo rendendo tutto ciò possibile. Il grande sviluppo tecnologico ha sicuramente dato un impulso straordinario alla diffusione di Internet".

    "La seconda fase di Internet ha come protagonisti l'e-commerce ed il trading on line che anche da noi sono settori supportati da una discreta domanda".

    "La terza fase, che è alle porte, si concentra sulla moltiplicazione delle reti e dei terminali che consentono di operare su Internet. La tecnologia UMTS che permetterˆ una accesso facile a Internet attraverso il cellulare, sicuramente implementerà l'uso dei servizi in rete fra gli italiani".

    Di nuovi servizi ha parlato Matteo Cascinari, direttore generale di Sole 24 ore Television: "La mia azienda intende continuare a produrre informazione economica - ha affermato - ma oggi intende veicolare questo tipo di contenuti non solo in formato testo, numerico e audio ma anche in video. Le nuove tecnologie e la rete offrono nuove possibilità e noi intendiamo sfruttarle per incrementare il nostro business".

    Di contenuti e business ha parlato Andrea Zagami, direttore comunicazione e relazioni esterne della Mondadori: "Noi continuiamo a fare il nostro lavoro e cioè continuiamo a produrre contenuti ed è ovvio che questi contenuti li trasferiamo anche su Internet. Prevediamo anche di incrementare il nostro business grazie ad Internet con un'ipotesi di 100 miliardi nel 2002 di cui il 60% dall'e-commerce ed il 40% dalla pubblicità tradizionale".


    Anche Michele Mezza responsabile della struttura nuovi prodotti multimediale Rai, che ha partecipato al progetto Rainews 24 , ha sottolineato l'importanza di Internet, senza la quale è ormai chiaro a tutti che le aziende non possono svilupparsi e nemmeno vivere.

    I grandi gruppi editoriali sono tutti impegnati ad investire nel nuovo mezzo sfruttandone le opportunità. Michele Preda, chief financial officer di Mediaset ha ribadito l'importanza che il suo gruppo dˆ alla convergenza, tanto da aver creato una società apposta che ingloba tutte le nuove attività legate alle ITC. Di convergenza ha continuato a parlare Massimo Rovelli business development director di Alta Vista Italia: " La società sta cambiando, diverse culture si confrontano ed è proprio nella confluenza o nella convergenza che si riscontra il vero valore della rivoluzione sociale di Internet. La cultura delle telecomunicazioni, la cultura industriale dell'ITC, la cultura dell'informazione sono mondi diversi che oggi interagiscono e si fondono".

    L'importanza dell'interattività nel rapporto con il lettore utente è stata ribadita da Anna Masera, responsabile del sito Internet de La Stampa: "Internet è una sfida costante perché costringe all'aggiornamento continuo, all'approfondimento".

    Roberto Seghetti, segretario dell'Associazione Stampa Romana e giornalista economico di Panorama ha riportato il discorso sulla qualità dell'informazione perché in un mercato che vede i nuovi operatori in crescita costante c'è bisogno di maggiore impegno e maggiore serietà nella diffusione delle notizie e nella produzione di comunicazione in genere.

    Vittorio Roidi ha voluto lanciare un allarme : "E' bene difendere il nuovo mezzo di comunicazione e diffonderlo, ma bisogna evitare che diventi un facile veicolo per notizie false. L'informazione è cosa seria e va difesa: in Italia stiamo attenti a non creare nuovi far west".

    Lo scrittore Luciano De Crescenzo ha infatti ricordato la polemica sulla registrazione selvaggia dei domini Internet (vedi Media Duemila n.174) chiedendo al sottosegretario all'Innovazione Tecnologica di intervenire e bloccare il fenomeno in futuro: "Registrare domini con nomi o loghi che non appartengono alla persona o alla società che li registra è come se De Crescenzo stanco di firmare i suoi libri adottasse come pseudonimo Camilleri".

    A Giovanni Giovannini la conclusione del dibattito con l'appello ad intensificare informazione, divulgazione, conoscenza, senza le quali non ci potrà essere nessuno sviluppo in nessun campo nella nuova Era della Grande Mutazione.


    INTERVENTI

    Giovanni Giovannini

    Andrea Piersanti

    Stefano Passigli

    Antonio Pilati

    Paolo Serventi Longhi

    Mario Morcellini

    Matteo Cascinari

    Andrea Zagami

    Michele Mezza

    Michele Preda

    Anna Masera

    Luciano De Crescenzo

    Vittorio Roidi

     
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