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CONVEGNO
SCIENZA E MASS MEDIA
Intervento
di Mauro Gaffo
Vicedirettore del mensile “Focus”
Fin dalla sua nascita, 10
anni or sono, “Focus” si era posto l’obbiettivo della trasparenza e della sincerità. Non ci
dovevano essere argomenti tabù e tutte le informazioni dovevano essere passate al lettore senza alcuna nostra “interpretazione” o
manipolazione. Di un fatto scientifico dovevamo raccontare
tutto, senza censure; ogni lettore, poi, avrebbe interpretato e deciso
per suo conto. Quindi sul nostro mensile si è parlato
di tutto: dagli argomenti più alti e nobili (la fisica delle particelle, le
teorie evoluzionistiche di Darwin, le ricerche contro i tumori…) a quelli più
solo apparentemente frivoli (le dita nel naso, le forme del corpo femminile…) o
scomodi e spinosi (la valenza terapeutica degli spinelli, l’astrologia e la
chiaroveggenza…) e sempre in modo scientifico, smontando e denunciando le
frodi, ma anche evidenziando quei risultati non molto graditi ai
“conservatori”.
Inoltre cerchiamo sempre di
dichiarare al lettore le nostre fonti in modo che possa lui stesso verificare
quanto scriviamo e, quando lo desidera, proseguire
l’approfondimento di un tema. Quando è possibile gli
forniamo gli strumenti per andare a “toccare con mano” la veridicità o la
falsità di quanto gli altri giornali scrivono. Ad esempio, in occasione della
manifestazione svoltasi ai primi di aprile al Circo
Massimo di Roma, perché arrendersi di fronte al balletto delle cifre proposto
dai sindacati, dalla questura e dal governo? Conoscendo la tecnica per
calcolare gli assembramenti e dimensionare le folle (quante persone ci stanno
in un metro quadro e quanti metri quadri misura lo spazio occupato da un
raduno) ciascuno può osservare le immagini in televisione e fare le sue
valutazioni.
Per “Focus”,
poi, le immagini hanno lo stesso peso del servizio fotografico. Tante parole
non servono se non sono corredate da immagini chiare, esemplificative e
coinvolgenti. Posso anche descrivere nei minimi particolari quello che un
gruppo di piranha può fare, in pochi istanti, ad un agnello caduto in acqua, ma
è nulla in confronto alla carica emotiva e all’immediatezza dell’informazione
che mi possono dare due foto: quella dell’agnello
“intero” e quella dello stesso animale spolpato.
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