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L’INFORMAZIONE SCIENTIFICA
SU PANORAMA

Chi è il responsabile dell’informazione scientificae?

Daniela Mattalia, vicecaporedattore

Esiste una redazione?

Quante persone vi lavorano?

Il gruppo è formato da quattro giornalisti

Quante vi collaborano?

Almeno un’altra quindicina di persone

Qual è il profilo professionale dei collaboratori?

Tutti hanno specifiche competenze in qualche ambito scientifico, dalla medicina, all’ambiente, all’astrofisica, solo per fare qualche esempio. Per la maggior parte sono professionisti nel loro ambito.

Qual è lo spazio dedicato all’informazione scientifica?

Di norma il giornale riserva a questo tipo di informazione dalle otto alle dieci pagine

Quali le fonti dell’informazione?

In prima battuta le fonti sono costituite da quotidiani stranieri e riviste specializzte, come Nature, science, British medical journal ecc. Ma sono importanti anche i comunicati che provengono da centri di ricerca o laboratori. Senza dimenticare gli spunti che si trovano su Internet, o soprattutto il contributo personale dei nostri collaboratori.

Quanti e quali sono i supplementi fissi?

Non ci sono

Esiste la consuetudine di pagine e/o iniziative speciali? Qual è, eventualmente, la loro frequenza?

Esistono speciali o dossier (oltre alle pagine che vengono pubblicato ordinariamente) soprattutto nei mesi in cui Panorama ha molte pagine. Può accadere anche se si decide di concentrare l’attenzione su un argomento particolarmente interessante.

Crede che il pubblico sia interessato all’informazione

scientifica?

Credo di sì. Anzi credo che l’interesse della gente verso questo

tipo di informazione sia sempre maggiore.

Gli argomenti scientifici trovano sufficiente spazio sui giornali

italiani?

I giornali rispondono alla richiesta del pubblico di informazione scientifica accordando sempre più spazio a questo tipo di notizie. Ma spesso viene privilegiata la quantità e non la qualità dell’informazione.

Quali sono i problemi dell’informazione scientifica? Quali le lacune?

Superficialità, scarsa competenza, preparazione carente, tanto per cominciare. Ma anche sensazionalismo (specie nei titoli e nella presentazione delle notizie), errori nei contenuti degli articoli. E per finire incapacità di valutare davvero l’importanza o il tasso di novità di una "scoperta" e troppo spazio riservato a personaggi di basso profilo (Di Bella, Antinori, ecc.).

Crede che la situazione possa migliorare?

Lo spero. Ritengo comunque che sia possibile, anche perché il pubblico, che è meno sprovveduto di quanto in genere si pensi, finisce con il privilegiare l’informazione di qualità. E la competizione delle testate si giocherà su questo, almeno per quanto riguarda le notizie di argomento scientifico.

Intervista a Daniela Mattalia, caporedattore di Panorama e responsabile dell’informazione scientifica della testata.



 

 

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