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Dal video lezioni
di Scienza

La divulgazione scientifica in Rai

di Pier Paolo Pioli

Non è mai stato facile il rapporto tra scienza e divulgazione scientifica.

Così, anche dopo l’arrivo della televisione (prima in America, e poi, nelle case degli italiani in quell’ormai lontano primo gennaio 1954), dal suo incontro con la scienza non è certo nato un idillio, anzi, sebbene con vicende alterne, intorno alla televisione hanno sempre armeggiato scienziati e divulgatori scientifici, gli uni contro gli altri armati. L’Italia degli anni ’50 è un Paese che, dopo le sofferenze della guerra e le difficoltà della ricostruzione nei primi anni del dopoguerra, sta finalmente avviando il suo sviluppo economico e sociale, ma è anche un Paese diviso sul piano culturale e su quello linguistico. Uno dei principali obiettivi della classe dirigente è l’alfabetizzazione. Ecco la premessa per l’alleanza tra governanti e mass-media, il presupposto per l’idillio che vede il piccolo schermo come un distributore di cultura, una reale possibilità di popolarizzazione del "sapere". Televisione e radio si affiancano alla stampa, alla scuola e all’università nell’opera di istruzione delle masse. Le immagini costituiscono un formidabile mezzo per stuzzicare la curiosità del pubblico e alleggerirgli le "lezioni".

E, tra i primi generi televisivi trasmessi dalla Rai, i programmi di divulgazione scientifica non potevano non trovare ragion d’essere e spazio preminente. Non c’è dubbio che proprio questo genere televisivo risponda al meglio alle esigenze di alfabetizzazione e acculturamento dei telespettatori.

Vedono così la luce, nel ’54, "Piccola enciclopedia scientifica" e "Una risposta per voi". In una situazione dove circa un italiano su tre non sapeva leggere, la leva per conquistare ed istruire il pubblico diventa la curiosità.

Per i ragazzi vengono varate trasmissioni come "L’amico degli animali" e "Il racconto del naturalista" che affiancano le agenzie tradizionali di formazione e mirano a una vera e propria educazione all’ambiente.

In seconda serata vanno, invece, in onda dei programmi che usano le informazioni scientifiche in modo diverso. Sono trasmissioni che si rivolgono a un pubblico più attento e preparato e che si possono quindi permettere di utilizzare un linguaggio leggermente più complesso. La trattazione è più tecnica e a dialogare con i telespettatori è un esperto in prima persona. Enrico Medi conduce nel 1954 "Avventure della scienza" e Anna Maria Di Giorgio nel 1957 presenta "La macchina per vivere". In entrambi i casi lo studio viene trasformato in una vera e propria aula-laboratorio. Tra il 1961 e il 1964 vanno in onda "Italia nucleare", "Storia della bomba atomica" e "Atomo pratico", tre trasmissioni che cercano, dopo il disastro della seconda guerra mondiale, di preparare gli italiani al nucleare. La divulgazione si lega ai temi del momento.

La nascita del secondo canale consente delle forme di sperimentazione televisiva, è sul secondo canale che va, infatti, in onda "L’approdo", programma di mezz’ora trasmesso in ora notturna.

Sempre più il cuore dei programmi diventa il materiale filmato. La figura dell’esperto scivola in secondo piano o viene completamente sostituita da quella del presentatore. Anche i programmi per ragazzi puntano sempre più sui filmati, pur conservando una tendenza didattica. Ma sono le immagini le nuove protagoniste della comunicazione e della divulgazione scientifica. Anche da sole, le immagini, garantiscono al pubblico la visione di realtà che non necessitano della funzione di veridicità di un esperto. Al nuovo conduttore si chiede solo di svolgere un ruolo di introduzione e di raccordo dei filmati. Della seconda metà degli anni ’60 sono programmi scientifici organizzati in grandi cicli come "Orizzonti della scienza e della tecnica" e "Sapere". Si tratta di rubriche di attualità e d’informazione che si propongono di avvicinare il mondo della scienza alla vita quotidiana, una sorta di programmi di servizio che cercano di tenere lo spettatore medio al passo coi tempi fornendogli un aggiornamento permanente.

È negli anni ’70 che la programmazione della Rai si spoglia dell’eccesso di pedagogismo e ovviamente anche la divulgazione scientifica risente di questa metamorfosi.

Rai Due continua il processo iniziato alla fine degli anni ’60 e consolida la sua presenza nel campo della divulgazione scientifica proponendo numerose trasmissioni, a volte anche in concorrenza con Rai Uno. I temi trattati sono legati all’attualità: fino al ’70 è la Luna, lo spazio e il macrocosmo a tenere banco; all’inizio degli anni ’70 l’interesse si sposta su ambiente ed ecologia; poi nel prosieguo del decennio sarà di nuovo il tangibile ed il microcosmo a tornare in voga.

Accanto ai nomi già noti di "Orizzonti della scienza e della tecnica" e "Sapere" che continuano a raccogliere consensi, altri titoli sono "Verso il futuro", "Planetario" e "Dopo Hiroshima". Ma la novità di questo periodo è l’affermarsi con successo di trasmissioni, a tutti note, come "Medicina oggi" e "Check-up". Programmi di grande longevità e ormai da considerarsi dei veri e propri cult del genere. Il successo di entrambi testimonia l’interesse crescente del pubblico verso temi legati alla salute. Ma, mentre il primo si indirizza principalmente ad un target qualificato, medici soprattutto e mira al loro aggiornamento; il secondo si rivolge un po’ a tutto il pubblico, pur non adottando un linguaggio da rotocalco, e deve il suo grande e longevo successo al crescente interesse per la salute, e perché no, forse anche allo stabilirsi di un rapporto morboso tra programma e telespettatore dovuto al bisogno perverso di praticare l’autodiagnosi. Sempre di medicina è un altro programma del ’70, "L’altra medicina", che, subendo le influenze della new age tanto di moda in quel periodo, si presenta come un programma rivolto ai simpatizzanti della medicina naturale ed alternativa.

È a cavallo tra gli anni ’60 e ’70 che fa la sua prima apparizione in veste di divulgatore scientifico quello che diventerà il "padre putativo" della divulgazione scientifica italiana: Piero Angela. Suo è nel 1969 "Il futuro nello spazio" e poi nel 1971 "Destinazione uomo". Ma il suo vero esordio, di poco successivo, col programma che poi lo affermerà maestro incontestato della divulgazione scientifica, è con la trasmissione "Quark", che come vedremo in seguito, pur con tutte le sue diramazioni e in tutte le sue varianti, si perpetuerà sino ai giorni nostri, e costituisce tuttoggi l’asse portante del palinsesto della divulgazione scientifica della Rai e di tutta la televisione italiana. "Quark" è (per varie ragioni, le capacità e le caratteristiche di Angela per prime) indiscutibilmente un modello inimitabile di riferimento nel suo genere televisivo.

Ma il grande successo di Piero Angela paradossalmente si affermerà negli anni ’80, cioè proprio nel periodo di maggiore crisi d’identità dei programmi di divulgazione scientifica. La crisi comincia sul finire degli anni ’70 quando a seguito del pullulare di emittenti private locali, il sistema televisivo italiano, dopo una breve fase d’incertezza, cambia radicalmente. Fatto sta che prima, la galassia delle emittenti regionali, poi l’affermarsi del duopolio Rai-Mediaset, rompono il monopolio di Viale Mazzini con inevitabili effetti sulla programmazione televisiva.

Il riformularsi dei palinsesti porta la divulgazione scientifica quasi sempre in seconda serata, ghettizzata e allontanata dalle ore di massimo ascolto. Ma per sopravvivere, davvero, si capisce che anche la divulgazione scientifica deve trovare una nuova formula che le consenta di fondere al suo interno l’intrattenimento.

E, qui, Piero Angela si rivela un maestro. La formula del giornalista piemontese funziona benissimo, attraverso il recupero del recuperabile della tradizione pedagogica della Rai, ma inserita in un contesto in cui le carte vincenti sono la semplificazione delle lezioni, le finalità di aggiornamento e non ultima la sua affabile e accattivante capacità di stabilire con il pubblico un rapporto di complicità. Il suo stile pacato e chiaro riesce a creare vivo interesse e persino suspance intorno ai suoi viaggi dentro e fuori l’uomo.

Nel corso degli anni, molte sono le varianti sperimentate del suo prototipo "Quark": "Superquark", "Quark speciale", "Quark in pillole", "Quark economia", "La macchina meravigliosa", e ancora "Serata Quark", "Serata Oceano", "Serata Marte", "Serata Natura", "Serata Atmosfera".

Grazie ad Angela la Rai riuscirà a dominare incontrastata nel corso degli anni nel genere della divulgazione scientifica. L’unico pallido tentativo di contrasto su questo terreno da parte della concorrenza di Canale 5, negli anni ’80, il programma Big Bang di Jas Gawronsky, si ridusse ad una copia sbiadita dell’originale di Angela e non intaccò minimamente il dominio di "Quark".

Con gli anni ’90 la musica non cambia granchè, l’intrattenimento non ha ancora ubriacato il pubblico e continua ad essere il prezzemolo che pervade quasi tutto il palinsesto. Tuttavia, le polemiche sulla qualità televisiva si fanno pressanti in questi anni e in qualche misura riescono a mitigare la tendenza dei palinsesti, sopratutto quelli Rai. Non si può certo parlare di un innalzamento del livello culturale, anzi, però di un potenziamento dei programmi di divulgazione scientifica sicuramente sì. In Rai vengono trasmessi quasi i tre quarti di questo genere di programmi, e circa un terzo di questi sono concentrati su Rai Uno.

La tendenza tuttavia ora, caso Angela a parte, non è più a rivolgersi a tutto il pubblico indistintamente, bensì il fiorire di tanti nuovi programmi di divulgazione è dovuto al tentativo (riuscito) di raggiungere diversi target: ambiente e natura, geologia, astrologia, biologia, medicina e salute, nuove tecnologie, ecc. La novità più sorprendente per le dimensioni che assume il fenomeno è il grande interesse che si crea attorno alla salute nella sua accezione più ampia che va dalla medicina, all’estetica, dallo sport e il fitness alla dietetica e agli stili di vita. Insomma, tutto ciò che può avere rilevanza per il proprio benessere diviene oggetto di trasmissioni. Alcuni programmi che, in questo ambito, riscuotono grande successo sono "Medicina 33" di Luciano Onder, ormai considerato, dal pubblico, una vera e propria autorità della medicina, pur non essendo lui un medico; "Più sani più belli"; "Il medico in diretta"; "Quando c’è la salute"; "Visita medica"; ecc.

"Medicina 33" e "TG 2 Salute", altra rubrica curata da Onder, è proprio il caso di dire che sono due programmi in salute e longevi tanto che vanno ancora in onda, premiati da uno share che nel 2001 si è aggirato su un valore medio dell’11% per ciascuno dei due. Il che corrisponde ad una media di 2.074.000 telespettatori per "TG 2 Salute", mentre per "Medicina 33", causa l’orario mattutino in cui va in onda, sono 387.000, in media, i telespettatori dello scorso anno.

Resiste, alla tendenza della specializzazione dei temi trattati, "Superquark", che con ottimi risultati – basti pensare che l’ascolto medio nel 2001 è stato di circa 5 milioni e mezzo di telespettatori a puntata, pari ad uno share di quasi il 20% - continua ad essere un contenitore tuttologico che riesce a piacere ad un pubblico abbastanza eterogeneo. Anche Rete Quattro ha una trasmissione simile, "La macchina del tempo", condotta ed ideata dal giornalista Alessandro Cecchi Paone che pur non riuscendo a contrastare "Superquark", seguito da un pubblico fedelissimo, tuttavia si è riuscito a ritagliare un apprezzabile seguito oltretutto in prima serata, come del resto va da sempre in onda anche "Superquark". Ma non basta, sul finire degli anni ’ 90 gli Angela sono raddoppiati, infatti, dapprima come collaboratore del padre e poi con propri programmi di buon successo come "Passaggio a nord ovest" e il recentissimo "Ulisse", Alberto Angela è divenuto il volto nuovo, ma già stimato, della divulgazione scientifica televisiva italiana.

Altra novità Rai di questi ultimi anni è, nella divulgazione scientifica di medicina, il programma "Elisir", condotto abilmente dal raffinato e garbato Michele Mirabella; programma di successo grazie all’ottimo mix tra informazione medica, quiz, ospiti illustri ed intrattenimento. Grazie a questa formula, leggera e d’intrattenimento, il programma costituisce una valida alternativa della domenica in prima serata, con share di oltre il 9% medio nello scorso anno, pari a ben 2 milioni e mezzo di telespettatori.

Non si tratta poi di una novità, bensì di un recente e felice ritorno il programma medico "Check-Up", condotto con grande professionalità da Livia Azzariti. La trasmissione, che ospita ogni sabato, pima dell’ora di pranzo, medici, professori universitari ed esperti del settore, caratterizzata da uno stile nella conduzione sobrio e professionale che non concede nulla all’intrattenimento, fornisce una informazione precisa e aggiornata sulla medicina e sulle cure adeguata al grande pubblico, e lo dimostra il buon 16% di share medio nella scorsa stagione televisiva, equivalente a 2.580.000 telespettatori.

E, che il pubblico non sia sazio di divulgazione medica lo dimostra il fatto che sempre in casa Rai, ci sia un programma quotidiano, "Tutto benessere", peraltro simile a "Check-Up", ma più orientato al benessere che alla medicina in senso stretto, seguito da un discreto numero di telespettatori: nel 2001, in media, oltre 800.000, pari a circa il 24% di share.

Merita poi una menzione a parte, perché unico nel suo genere, il programma di Rai Educational, "Mediamente", che cerca da pochi anni di anticipare al pubblico progressi e applicazioni delle nuove tecnologie legate alle comunicazioni, disinvoltamente e simpaticamente condotto dal bravo Carlo Massarini. Tuttavia, a causa delle fasce orarie in cui è relegato - il programma va infatti in onda alle otto del mattino, e nella versione "Mediamente IT" quasi all’una di notte - gli ascolti sono ovviamente molto bassi: nel 2001, in media 72.000 circa, pari ad uno share dell’1,50% nella trasmissione del mattino; mentre in quella notturna salgono a 155.000 circa, pari al 4,50% di share. Ma qui, oltre all’orario, influisce sugli ascolti, il target cui il programma si rivolge che deve considerarsi di nicchia.

Ma non è tutto, se si scorre il palinsesto Rai per l’anno in corso si vede ad esempio che l’interesse per l’ambiente e l’ecologia è sempre in voga, lo testimoniano la presenza di diversi documentari non appartenenti a cicli di trasmissioni blasonate, e poi, soprattutto, i programmi "Il pianeta delle meraviglie", "Geo e Geo" e "Gaia" che nella scorsa stagione televisiva hanno rispettivamente segnato share medi del: 12%, 13% e 9%. "Geo e Geo" è infatti seguito da quasi 1.600.000 telespettatori, e "Gaia" da ben 2.400.000 circa.

E, infine, per quanto riguarda ancora "Superquark", continueranno gli speciali, inaugurati negli ultimi anni, dedicati a grandi personaggi storici. Proprio il grande successo di audience e di critica di queste puntate ha convinto la Rai che anche la storia in TV (se raccontata da Piero Angela) può alzare il livello della qualità ma anche gli ascolti.

Completa la carellata delle trasmissioni Rai di divulgazione scientifica la rubrica quotidiana del TG 3: Leonardo, seguita, da 1.100.000 telespettatori, con share quasi al 9%. La nascita di questa rubrica evidenzia come la marginalità cui le notizie scientifiche sono relegate nei telegiornali non soddisfa la domanda crescente del pubblico verso questo ambito dell’informazione.

 

La divulgazione scientifica in Mediaset

L’impegno delle reti Mediaset nella divulgazione scientifica nasce nel 1985 con "Big bang – lo spettacolo della scienza" programma di scienza, medicina e astronomia condotto dal giornalista Jas Gawronskj. L’uso di filmati, elaborazioni al computer, sequenze al microscopio, disegni animati rendono la trasmissione estremamente spettacolare. Dopo i consensi ottenuti nella seconda serata di Canale 5 nel febbraio del 1988 "Big bang" passa in prima serata su Retequattro

Nella trasmissione trovano spazio anche la tutela dell'ambiente, documentari dedicati al mondo degli animali e la storia delle scoperte che hanno cambiato il mondo.

Dall’ 11 marzo 1997 va in onda in prima serata "La macchina del tempo" condotto da Alessandro Cecchi Paone. Il programma utilizza preziosi documentari scientifici realizzati da canali specializzati e spesso si arricchisce di puntate monografiche dedicate a temi di rilievo scientifico-culturale di grande attualità. Fedele a un’impostazione rigorosa e giornalisticamente curata, con un linguaggio accessibile tutti, "La Macchina del tempo" è diventato un marchio di garanzia che si è già allargato a una serie di altre iniziative. Già oggi, infatti, la trasmissione è diventata una rivista e un sito internet.

Inoltre il successo de "La Macchina del Tempo" ha segnato la nascita di MTC CHANNEL un canale tematico Mediaset interamente dedicato alla divulgazione scientifica.

"La Macchina del Tempo" è dunque il primo esempio di uso moderno di un brand che nasce in televisione.

Per quel che riguarda le trasmissioni di divulgazione medica nel novembre 1991 prende il via "Naturalmente bella", rubrica quotidiana ideata e condotta da Daniela Rosati. Dal 1994 alla trasmissione si aggiunge la versione settimanale dal titolo "Medicine a Confronto". Il tema di ogni puntata, affrontato con medici ed esperti invitati in studio, è esposto con un linguaggio semplice e divulgativo.

Dal 1997 al 2000 la mattina su Canale 5, va in onda "Vivere bene" e "Vivere bene medicina" condotto da Maria Teresa Ruta con la consulenza in studio del Prof. Trecca. Sempre Maria Teresa Ruta ha condotto su Canale 5 venti puntate di "Speciale Medicina".

Dal 2001 è in onda dal lunedì al venerdì su Canale 5 "Vivere meglio" condotto sempre dal Prof. Fabrizio Trecca. E’ una trasmissione di servizio che ha il pregio di saper affrontare questioni specialistiche con professionalità, utilizzando sempre un linguaggio semplice ed accessibile. Gli argomenti trattati spaziano dagli approfondimenti sulle malattie più comuni, a temi come la nutrizione, il corretto uso dei farmaci, l’efficacia delle medicine alternative.

"Non solo medicina", in onda dal 29 settembre 2001 ogni sabato su Rete 4 alle 10.30. Condotto dal Prof. Trecca è una trasmissione dedicata a tutto ciò che riguarda la scienza medica ed i suoi progressi: politica assistenziale, sociologia medica e terapia sanitaria sono alcuni degli argomenti approfonditi del programma grazie all’intervento degli ospiti (medici, politici e giornalisti).

"Medici: Storie di medici e pazienti" condotto da Marco Liorni e Antonella Appiano, in onda il sabato pomeriggio alle 15.00 su Rete 4, il programma è iniziato nel 2001 (seconda edizione quest’anno).Attraverso storie raccontate da medici e pazienti si testimonia lo stato di salute del nostro Paese, il funzionamento delle strutture sanitarie, pubbliche e private. "Medici" è particolarmente attento alle nuove tecniche di diagnosi e d’intervento e alle scoperte scientifiche di tutto il mondo. Offre informazioni utili per affrontare consapevolmente i piccoli e grandi problemi legati alla salute di tutti.



 

 

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